Posts Tagged ‘revisionismo’

MEMORIA… DALL’AFRICA

giovedì, gennaio 28th, 2010

1938: in Italia vengono introdotte le legge razziali, che ricalcavano quelle già in vigore nella Germania del Terzo Reich. Non si trattava di una pietra d’inciampo del popolo italiano, uno spiacevole incidente di percorso, ma il risultato di un lungo processo d’inculcamento di pregiudizi. Per decenni l’Italia ha cercato di non fare i conti con questo, tanto che solo nel 1988 è stato promosso dalla presidenza della Camera dei deputati un convegno di studi sulla politica razzista del regime fascista. Quanto mai tardiva, la consapevolezza nostrana delle nostre responsabilità, anche se abbiamo “delegato” agli alleati tutto il compito dello sterminio: “In Italia non si può parlare di veri e propri campi di concentramento. Gli ebrei venivano stipati nei centri di Fossoli e della Risiera di San Sabba e poi da lì trasferiti a Dachau, Aus[c]hwitz, Buchenwald” racconta Angelo Del Boca, autore di ricerche fondamentali sulle storie italiane “dimenticate”, soprattutto le campagne d’Africa, da Crispi in poi. Pagine nere del nostro passato, sulle quali storici di regime avevano corretto, storpiato, cancellato colpe e responsabilità, facendo passare gli italiani come soldati bonaccioni e inoffensivi. Anche per questo servirebbe una bella rinfrescata alla memoria del Paese: “Indubbiamente nelle nostre colonie ci siamo sempre comportati sempre in modo molto brutale, sia all’inizio, nell’epoca di Crispi, poi di Giolitti e poi col fascismo. Certo col fascismo le stragi furono perpetrate in maniera industriale” commenta Del Boca, autore, fra gli altri, del saggio Italiani, brava gente? e curatore del saggio La storia negata – Il revisionismo e il suo uso politico entrambi editi da Neri Pozza. “La guerra d’aggressione contro l’Eti[o]pia, giustificata da nessun motivo, è costata agli etiopici 300mila morti. Una cifra enorme. E all’interno di questa cifra, ci sono episodi difficili da concepire e neppure rintracciabili in altre forme di colonialismo. Penso alla strage di Addis Abeba del 19-21 febbraio 1937. Dopo il tentativo di uccidere il generale Graziani, seguì questa tre giorni di “caccia al negro” che porta ad un bilancio da 3mila a 20mila vittime, a seconda delle fonti. Ancora più grave l’eliminaizone dell’intera popolazione religiosa della città conventuale di Debra Libanos”. Si parla spesso di “revisionismo” e di “negazionismo”, due fenomeni legati ad interessi ben precisi: “Lo storico è per sua natura portato a revisionare la storia, ma un conto è revisionare, un conto è il revisionismo. Revisionare vuol dire utlizzare i documenti nuovi, filoni d’indagine appena emersi per portare al pubblico una versione possibilmente più aggiornata ed esatta. Il revisionismo, parlo di quello alla Giampaolo Pansa, è il tentativo di ribaltare una versione e darne un’altra che faccia comodo al potere”.

Francesca Sassoli CNRmedia 27/01/10

http://www.cnrmedia.com/notizia/newsid/7737/la-shoah-ma-non-solo-quello-che-in-italia-si-cerca-di-dimenticare.aspx

LA FESTA REVISIONISTA

martedì, maggio 5th, 2009

Sandro Rizzi al compleanno del revisionista Robert Faurisson, il contestatore più accanito dell’ esistenza delle camere a gas

di Sandro Rizzi

 PARIGI – Non è stato il primo l’arcivescovo lefebvriano Williamson a negare l’estistenza delle camere e gas e a ridimensionare la Shoah. Il professor Robert Faurisson (a sinistra nella foto, con Dieudonné, a destra) lo sostiene da anni nei suoi libri, divenuti testi fondamentali del revisionismo storico. Le sue tesi gli hanno procurato l’allontanamento dall’università, denunce, processi, condanne, aggressioni (nel 1989 finì in ospedale), perquisizioni, minacce, boicottaggi (anche in Italia). A sorpresa, un mese fa, il 26 dicembre, è tornato alla ribalta per il premio “dell’impresentabilità e dell’insolenza” conferitogli, davanti a 5mila spettatori, dal caustico Dieudonné, artista di cabaret, 42 anni, afro-francese, considerato vicino alla gauche estrema.
La mossa dell’attore ha sparigliato le carte e spiazzato un po’ tutti, tanto più che nella sala dello Zenith c’erano esponenti della destra francese di Le Pen. Strascico di reazioni indignate, di politici e della comunità ebraica, timori per l’ordine pubblico, in allarme il sindaco socialista di Parigi Bertrand Delanoe¨ per le possibili conseguenze dell’ “effetto Dieudonné-Faurisson”.
L’altro giorno, nel pieno delle polemiche sul caso Williamson e tra le “celebrazioni della Memoria”, Faurisson ha compiuto 80 anni. Con passaparola discreto tra Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia, un gruppo di amici e discepoli gli ha organizzato una festa molto intima in un piccolo ristorante sul lungosenna, dietro a Notre-Dame. Lui era commosso, ma si è detto deciso, in vista di prossimi appuntamenti in tribunale, “a non collaborare con la polizia e la giustizia francesi nella repressione del revisionismo storico“. Vive in disparte a Vichy, con la moglie malata: “So dissimulare e vincere la paura – confessa -, ma spesso di notte ho gli incubi e grido nel sonno, tanto che lei si sveglia e viene a calmarmi“.
Agli stessi amici Faurisson aveva confidenzialmente preannunciato – ma il messaggio era arrivato anche a “Libération” che l’aveva pubblicato – la sua presenza giovedi’ sera allo spettacolo di Dieudonné nel suo teatro della “Main d’or”, quartiere Bastiglia. Contemporaneamente, per raccomandata con ricevuta di ritorno, aveva avvertito il sindaco che lo avrebbe “ritenuto responsabile” nell’eventualità di aggressioni da parte di teste calde. Nel suo ambiente serpeggiava quindi una certa apprensione.
A nessuno invece sono saltati i nervi. Sala strapiena (250 persone), pubblico trasversale e plurietnico, un paio di poliziotti in borghese, qualche osservatore al di sopra delle parti. Dieudonné ha tenuto la scena per più d’un’ora: sferzanti sketch anti-Bush, ironie sarcastiche sui presidenti fantoccio dell’Africa post coloniale, sulla questione ambientale sempre in Africa e su certe interviste televisive su criminali psicopatici, appello finale per i palestinesi. Su Faurisson soltanto allusioni, senza alzare i toni.

Fuori, nella stradina, prima dello spettacolo, cinque o sei giovani dell’Unione studenti ebrei di Francia (Uejf) hanno distribuito un volantino con elencate le tappe dell’ “avvicinamento” dell’ “astro nascente dell’estrema destra” al Fronte Nazionale: “Starà a voi condannare o sostenere le opinioni politiche” che vi proporrà. Un linguaggio molto moderato, per chi forse si aspettava una contestazione più aspra. Comunque, secondo Faurisson, un segno che i suoi avversari sono in un momento “di difficoltà” impegnati su altri fronti.
Alla fine puo’ spegnere le candeline di una scintillante torta e brindare con Dieudonné e compagnia: ” E pensare che tanti anni fa un signore che mi voleva male scrisse e predisse che le mie ossa non avrebbero fatto in tempo ad invecchiare: invece, nonostante tutto, vedete come sono diventate vecchie, molto vecchie“. Un fedelissimo gli chiede un autografo e afferma: “In Francia la libertà di opinione sarà restaurata solo quando la Piazza della Sorbona sarà ribattezzata Piazza Faurisson“. E’ già notte, il tassista protesta perché i cortei dello sciopero generale hanno danneggiato il suo lavoro.

 

 

  Da sinistra a destra : Robert Faurisson, Michèle Renouf, Paul-Eric Blanrue, Dieudonné M’bala.

 

 L’Editoriale. Direttore responsabile Antonio Leoni – Vice Direttore e responsabile sezione sportiva Cesare Castellani – Inviati sportivi Alexandro Everet e Umberto Onofri – Collaboratore fisso per il settore cultura: Sandro Rizzi – Redazione: Via dei Classici 8 – 26100 Cremona – e.mail vascello@fastpiu.itcesare.castellani@fastpiu.it - tel/fax +39-037230392 — Registrazione Tribunale Cremona n.365 – 8 gennaio 2001 – Accesso gratuito

 

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