QUESTA MEMORIA È UNE MALATIA MENTALE

“Memorie e Olocausto”

di Paolo Calabro il 24 dicembre 2009

Il 27 gennaio 2001 viene istituita la “Giornata della Memoria”: da qui prende spunto lo studio di Laura Tussi, docente e giornalista che si occupa dei problemi della pedagogia e della didattica, nel suo recente “Memorie e Olocausto” (Aracne, 2009). La memoria, una volta cristallizzata in un evento da celebrare, rischia di perdere il suo potenziale vitale e di ridursi a mera rievocazione di eventi passati, che nulla più hanno da spartire con noi.

Da qui la centralità di una pedagogia in grado di trasmettere l’importanza della storia per noi, al di là della pura elencazione dei fatti.

Il discorso segue quattro binari principali: quello dell’analisi dell’Olocausto, ciò che è stato, come è potuto avvenire, in una trattazione ricca di dettagli; quello della “differenza di genere”, in cui si pone l’accento sulla diversità come motore dell’esclusione fino allo sterminio – degli ebrei, degli omosessuali, degli zingari, degli oppositori politici, delle donne; quello della didattica della storia, cioè del come sia più opportuno insegnare alle giovani generazioni una materia che (a differenza ad esempio della matematica) si nutre di testimonianza e di esperienza e non di mera informazione; quello infine del progetto politico, di come si può utilizzare la memoria per una società che intende fare tesoro del passato, soprattutto degli errori commessi. [...]

http://www.ilrecensore.com/wp2/2009/12/memorie-e-olocausto/

Allora: l’Olocausto, in fine, vuol dire l’esterminazione delle donne ? Ma com’è possibile una cretineria cosi ? Chi sono i manipulatori delle cosidetta “memoria ? Dei pazzi, pazze, o dei criminali ? Gennaio è il mese dell’invasione della mitica memoria. Dobbiamo buttare tutto questo casino nelle campanelle de la storia. Auguri.

24 dicembre 2009

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