IZB’ALLAH , IL DIARIO DI ANNA FRANK E LA PROPAGANDA SIONISTA
di Dagoberto Husayn Bellucci
In ‘procinto’ di rientrare nella terra dei cedri apprendiamo dalle agenzie di
stampa internazionali la decisione presa da una scuola libanese di censurare
nientepopò di meno che “Il diario di Anna Frank” opera romanzata e noto falso
storico che le istituzioni olocaustico-kippizzate del Sistema hanno elevato in
tutto l’Occidente a “bibbia” della vulgata sterminazionista fin dalla metà
degli anni Cinquanta.
Grazie a Dio esiste Hizb’Allah! E grazie a Dio in Libano e, in generale in
tutto il mondo arabo e islamico, altrove rispetto alle paciose e kosherizzate
anime belle occidental-ebraicizzate c’è chi riesce ancora a distinguere un
testo storico ed un romanzo di valore da uno scarabocchio propagandistico di
quarto livello.
Perchè, sia detto per inciso, il presunto, preteso e olodiffuso “diario” di
Anna è un falso macroscopico creato per incrementare le ‘casse’ di
multinazionali dell’editoria ebraica, le tasche del padre della “martire di
Auschwitz” e soprattutto promuovere a livello emotivo-adolescenziale il mito
dello sterminio ebraico ovvero la grande fola del “genocidio” di sei milioni di
soggetti di razza e religione ebraica che da oltre sessant’anni tiene
incatenato e genuflesso l’intero Occidente ai diktat, alle volontà ricattatorie
e alle pretese monetaristiche della razza di vipere e sepolcri imbiancati
ovvero la quintessenza di tendenze dissolutive manifestamente incarnata
nell’ebraicità e nel vettore denominato “Israele”.
La controversia sul diario dell’ebrea olandese olodeportata semplicemente non
esiste: quello scritto è un falso in tutto e per tutto!
Come lucidamente e chiaramente evidenziato da Ditlieb Felderer questo testo
non merita nè commenti nè critiche (1)
E la decisione intrapresa nei giorni scorsi dal Partito di Dio sciita filo-
iraniano risulta ‘conforme’ e oggettivamente qualificante (…si vede che gli
amici libanesi ci ‘ascoltano’ e anche volentieri…). Nell’entità criminale
sionista occupante la Palestina questa notizia ha ovviamente riempito le prime
pagine dei quotidiani e le tv nazionali. Il “diario di Anna Frank” , tradotto
per la prima volta in lingua araba e in farsi (iraniano), è l’espressione più
lapalissianamente piagnona delle olocaustiche rivendicazioni sioniste.
Ottimo dunque che Hizb’Allah sia intervenuto nei confronti di una scuola
privata inglese situata nella zona occidentale della capitale Beirut per
impedire la diffusione delle cialtronate sterminazioniste che, come
legittimamente riferisce un comunicato diffuso dai militanti sciiti, sono da
pretesto per la promozione del sionismo e delle sue fandonie.
Non da oggi nel mondo arabo-islamico e in Libano esiste una attenta censura
nei confronti di tutta la produzione olocaustico-giudaizzante con particolare
riferimento anche alla contro-informazione prodotta dai canali televisivi
nazionali della Siria riprodotti e ritrasmessi nel paese dei cedri
dall’emittente islamica “al Manar” (Il Faro) che, in passato, aveva
puntualmente deciso la trasmissione di una ‘fiction’ ispirata ai “Protocolli
dei Savi Anziani di Sion” ovvero il programma di accampamento, usurpazione e
governo mondiale degli ebrei che risulta assolutamente insindacabile alla luce
degli avvenimenti storico-politici che, a partire dalla pubblicazione del testo
in lingua russa con prefazione-introduzione di Sergeiy Nilus (1905) e fino alla
rivoluzione sovietica (il golpe ebraico di Lenin) del ‘17 passando per i due
conflitti mondiali scatenati dalla Sinagoga Mondiale contro il Vecchio
Continente, determineranno l’instaurazione terroristica del sedicente “stato
d’Israele”.
Come nel recente passato anche in questa occasione l’emittente televisiva
legata al movimento di Nasrallah non si è tirata indietro trasmettendo un
programma nel quale veniva aspramente criticato il volume-fandonia accusando i
responsabili della scuola in questione di affrontare la questione della
presunta “persecuzione” degli ebrei in modo assolutamente “drammatico e
teatrale”, utilizzando materiale spurio e documenti falsi e soprattutto
fornendo un quadro d’insieme che legittima e giustifica dinanzi all’opinione
pubblica libanese le strategie sioniste.
Immediatamente un membro del consiglio scolastico, Jimmy Shoufani, ha
dichiarato all’AFP che il testo è stato infine tolto dal programma didattico
per evitare disordini e nuove polemiche.
Nient’altro da aggiungere: il Libano non è l’Occidente kippizzato e
sottomesso ai diktat della Sinagoga di Satana!
“Il Libano , parafrasando il discorso tenuto da Sayyed Hassan Nasrallah -
segretario generale di Hizb’Allah – in piazza Riad el Sohl , nel cuore della
capitale libanese, l’8 marzo 2005 ”è differente! Il Libano è il Libano!”.
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI
DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA “ISLAM ITALIA”
Note -
1 – Ditlieb Felderer – “Il diario di Anna Frank : una frode” – ediz. “La
Sfinge” – Parma 1990; Ecco come l’autore ne parla nel suo volume:
“Ci viene riferito che «inizialmente, la pubblicazione del Diario venne
rifiutata da numerosi
editori» (Enc. Giudaíca, 7:54). Nonostantt ciò, la prima edizione olandese
era apparsa già nel
1947 (L’Enciclopedia Brockhaus, 6:450, dà addirittura il 1946) con il titolo
«Het Achterhuis» (il
retrocasa – Casa editrice Contact, Amsterdam).
Si racconta che un norvegese, il signor Thilo Schoder, di Kristiansand, aveva
ricevuto il
manoscritto ORIGINALE dalla scrittice ebrea Annaliese Schütz, editrice del
giornale berlinese
Die Neue Zeit. Dopo aver incontrato il signor Frank in Olanda, Schoder tornò
in Norvegia con il
manoscritto ORIGINALE e cercò di farlo pubblicare, ma gli editori rifiutarono
(Aftonbladet, 10
Febbraio 1957).
La prima traduzione, o piuttosto trascrizione tedesca (úbertragen
trascrivere) apparve ad
Heidelberg nel 1949 (L’Enciclopedia Brockhaus, op. cit., dà la data del 1950,
6a ed.: 1959), edita
da Lambert Schneider. La trascrizione era opera della summenzionata A.
Schiitz (titolo
completo: Das Tagebuch der Anne Frank, 14 Giugno 1942-1 Agosto 1944; con una
prefazione di
Marie Braun). La famosa casa editrice ebraica Fischer KG Frankfurt/am Main lo
ripubblicò in
seguito. Nel 1955, uscì la 77a ristampa del testo, con una prefazione di
Albrecht Goes. Anche
questa edizione era stata trascritta dalla Schiitz. La Nuova Enciclopedia
Britannica, 4:279, ci
informa che la ragazza era nata il 12 Giugno 1929 a Francoforte sul Meno e
che la prima
edizione inglese del suo Diario era uscita nel 1953. L’edizione Cardinal in
nostro possesso
afferma
[14] però che il Díario di Anna Frank uscì per la prima volta in Inghilterra,
nell’edizione
Doubleday, nel giugno 1952. Osservate come anche nei confronti della data di
uscita del Diario
le fonti principali siano in contrasto tra loro. La prima edizione Cardinal
comparve nell’ottobre
1953. La nostra copia (36a ristampa, Agosto 1963) ha una «prefazione» di
George Stevens,
mentre l’«introduzione» e l’«epilogo» sono a cura di Eleonor Roosevelt. Il
libro consta, in totale,
di 240 pagine. Sappiamo anche che, oltre ad Anneliese Schiitz, due altre
persone ‘assistettero’ il
signor Frank: Isa e Albert Cauvern.
Si racconta che Anna Frank rnorì di tifo nel campo di concentramento di
Bergen Belsen
nel marzo 194 5 (Enciclopedia giudaica, op. cít.: 53). Considerato che scopo
dei nazisti era, si
dice, quello di sterminare gli ebrei, sembra piuttosto strano che la ragazza
sia stata mandata
prima «a Westerbork» e poi (2 Settembre t 944) a Auschwitz-Birkenau; «nel
Dicembre 1944
Anna arri vò a Bergen Belsen con sua sorella Margot» (Enciclopedia giudaica,
op. cit.) – un
lungo tragitto da Auschwitz! Tutto quest’andirivieni da un lager all’altro è
parecchio in
contraddizione con la teoria dello «sterminio» degli ebrei. È del tutto
incomprensibile come, in
tempo di guerra, con i trasporti al collasso, si sia potuto decidere di
sterminare un intero
popolo, trasportando i singoli individui in giro per l’Europa semidistrutta.
Nel diario, Henk
stesso pare abbia detto che era impossibile che i Tedeschi avessero
abbastanza treni a
disposizione (Feb. ‘44). Tutta la faccenda raggiunge il culmine del ridicolo
quando si afferma
che Otto Frank, anziche essere «gasato», era stato «ospedalizzato» a
Auschwitz (Enciclopedia
Britannica, op. cil.), sopravvivendo così allo «sterminio» del suo popolo! La
logica ci suggerisce,
a questo punto, che i Tedeschi volevano che gente in buona salute venisse poi
gasata.
La moglie di Otto Frank, invece, morì e lui si risposò con una certa
«Fritzi».
Il libro è stato tradotto in parecchie lingue, e le varie edizioni
differiscono parecchio l’una
dall’altra. Un’edizione svedese, a cura di Lars Hókerbergs BokfórIag,
Stoccolma, apparve nel
1953. Un’edizione danese apparve nel 1956, e l’edizione norvegese Anne Franks
dagbok uscì nel
1952; l’edizione finlandese Nuoren tytön päiväkirja è uscita nel 1955.
L’edizione estone Anne
Franki päevík uscì nel 1958 (Eestí Nonkogude Entsüklopeedia, Tallin, 1970).
[15]
Mever Levin, già corrispondente in Spagna durante la Guerra Civile (1936-39)
e poi
reporter dell’Agenzia Telegrafica Ebraica durante gli scontri con i
Palestinesi (1945-46), è stato,
secondo l’Enciclopedia Giudaica «il primo scrittore a mettere in scena il
Diario di Anna Frank
(1952)» (Vol. 11: 109). Se la causa intentata da Levin nei confronti di Otto
Frank concernesse la
messa in scena del Diario resta un mistero, poiché non è possibile prendere
conoscenza (lei
verbali dei processo; ad una lettera da noi indirizzata il 27 Aprile 1977 al
padre di Anna Frank
(cfr. Fig. 2, Pag. 118) nella quale domandavamo chiarimenti circa questa
faccenda, egli rispose
in un primo tempo affermando di essere disponibile a collaborare con noi
(cfr. Fig. 7, pag. 124)
per poi rimangiarsi la promessa, affermando di non voler avere più niente a
che fare con noi
(cfr. Fig. 4, pag. 120).
Negli Stati Uniti, la commedia di Frances Goodrich e Albert Hackett ispirata
al Diario di
Anna Frank andò in scena a Broadway il 5 Ottobre 1955. Fu premiata con il
Premio Pulitzer, il
New York Drama Critics Circle Award e l’Antoinette Perry Award.
Hackett era nato nel 1900; nel Modern World Drama (op. cit.) si spiega che
«Hackett…
drammaturgo americano, era un giovane attore nel 1927, allorché cominciò a
collaborare con
una attrice del New Jersey, Frances Goodrich (1890-1984). La Goodrich
divorziò presto dal
marito, lo storico Hendrik Willern Van Loon, per sposare Hackett. Insieme,
gli Hackett scrissero
un considerevole numero di soggetti cinematografici… Ma il loro lavoro più
memorabile resta
l’adattamento teatrale del Diario di Anna Frank (1947), «il commovente
racconto di una
ragazza ebrea assassinata (sic) in un campo di concentramento nazista, dopo
essere vissuta per
due anni nascosta in una soffitta» (p.: 329). Nella stessa enciclopedia,
troviamo più avanti:
«Diario di Anna Frank: commedia in due atti, messa in scena nel 1955 e
pubblicata nel 1956.
Scenario: un magazzino in uno stabile di uffici al centro di Amsterdam, 1942-
45… La commedia,
così come il Diario, ha commosso il pubblico di tutto il mondo. In entrambi i
lavori, è
tratteggiato il carattere di un’ebrea adolescente, costretta ad una vita
difficile; e tutto è reso
ancor più drammatico dalla consapevolezza degli spettatori dei terribili
eventi che si stavano
svolgendo al di fuori delle mura entro cui i perseguitati erano costretti a
vivere e, nel contempo,
della terribile conclusione della loro avventura.
[16]
Pronto a lasciare Amsterdam dopo la fine della guerra, il signor Frank rende
nota al
mondo l’esistenza del Diario della figlia. La scena si svolge nel
nascondiglio che i Frank
occuparono dal luglio del ‘42 all’agosto del ‘44. Giunta nella soffitta-
nascondiglio, dove non si
poteva fare alcun rumore durante il giorno, Anna decide di considerarla una
specie di luogo di
vacanza. La ragazza è fortemente attaccata al padre, è in perenne disaccordo
con la madre e ha
un’avventiira romantica con un ragazzo timido, figlio degli amici del padre
che li ospitavano
(sic). Si alternano gioie e dolori felicità e tristezza. Poco prima che il
nascondiglio venga scoperto
dai nazisti, Anna descrive al fidanzato le bellezze della natura che le è
concesso di vedere dal
piccolo lucernaio della soffitta» (p.: 207).
Rileviamo in questa descrizione due errori: in primo luogo, nel Diarío non
viene mai
confermato il fatto ( lie non fosse concesso fare rumori di nessun tipo.
Secondariamente, il
fidanzato di Anna, Peter Van Daan, non era figlio «degli amici del padre che
li ospitavano» ma
figlio degli amici del padre che vivevano nello stesso nascondiglio.
Un’altra fonte importante riguardo a questa avventata messa in scena dei
Diarío è
l’Enciclopedia McGraw Hill del Dramma Mondiale (vol.2:222).
Il 26 Ottobre 1956 vi fu, all’Intima Teatern di Stoccolma la «prima» della
commedia.
Citiamo alcuni degli attori: Anna Frank = Harriet Andersson; Sig. Frank =
Hans Straat, Signora
Frank = Isa Quensel, Signor Van Daan = Sigge Fürst, Signora Van Daan = Märta
Dorff; Peter =
Bo Samuelson; Dussel = Gunnar Olsson (f/tonbladet, 27 Ottobre 1956:3).
In Danimarca, la commedia fu rappresentata per la prima volta a Alléscenen
nel 1956 e al
Teatro Aalborg nel 1957 (Gyldendals store Opslagsbog, Vol. 2: 252). (3)
Nulla, probabilmente, ha fornito una scusa migliore ai sionisti per cacciare
i Palestinesi
dalla loro patria, che la diffusione della ‘triste vicenda’ di Anna Frank. A
milioni, infatti, gli
spettatori si sono commossi e hanno versato lacrime su questa commedia,
peraltro piena di
distorsioni e falsità di ogni genere; i Tedeschi, e tutti coloro che li
appoggiavano, vi sono trattati
come vere e proprie bestie feroci.”
(crf si consulti il seguente link che rimanda al sito dell’AAARGH nel quale è
possibile consultare l’intero testo in questione in formato pdf : http://www.
vho.org/aaargh/fran/livres5/felderannit.pdf )
HIZB’ALLAH , IL DIARIO DI ANNA FRANK E LA PROPAGANDA SIONISTA
di Dagoberto Husayn Bellucci
In ‘procinto’ di rientrare nella terra dei cedri apprendiamo dalle agenzie di stampa internazionali la decisione presa da una scuola libanese di censurare nientepopò di meno che Il diario di Anna Frank opera romanzata e noto falso storico che le istituzioni olocaustico-kippizzate del Sistema hanno elevato in tutto l’Occidente a “bibbia” della vulgata sterminazionista fin dalla metà degli anni Cinquanta.
Grazie a Dio esiste Hizb’Allah! E grazie a Dio in Libano e, in generale in tutto il mondo arabo e islamico, altrove rispetto alle paciose e kosherizzate anime belle occidental-ebraicizzate c’è chi riesce ancora a distinguere un testo storico ed un romanzo di valore da uno scarabocchio propagandistico di quarto livello.
Perchè, sia detto per inciso, il presunto, preteso e olodiffuso “diario” di Anna è un falso macroscopico creato per incrementare le ‘casse’ di multinazionali dell’editoria ebraica, le tasche del padre della “martire di Auschwitz” e soprattutto promuovere a livello emotivo-adolescenziale il mito dello sterminio ebraico ovvero la grande fola del “genocidio” di sei milioni di soggetti di razza e religione ebraica che da oltre sessant’anni tiene incatenato e genuflesso l’intero Occidente ai diktat, alle volontà ricattatorie e alle pretese monetaristiche della razza di vipere e sepolcri imbiancati ovvero la quintessenza di tendenze dissolutive manifestamente incarnata nell’ebraicità e nel vettore denominato “Israele”.
La controversia sul diario dell’ebrea olandese olodeportata semplicemente non esiste: quello scritto è un falso in tutto e per tutto! Come lucidamente e chiaramente evidenziato da Ditlieb Felderer questo testo non merita nè commenti nè critiche (1). E la decisione intrapresa nei giorni scorsi dal Partito di Dio sciita filo-iraniano risulta ‘conforme’ e oggettivamente qualificante (…si vede che gli amici libanesi ci ‘ascoltano’ e anche volentieri…). Nell’entità criminale sionista occupante la Palestina questa notizia ha ovviamente riempito le prime pagine dei quotidiani e le tv nazionali. Il diario di Anna Frank , tradotto per la prima volta in lingua araba e in farsi (iraniano), è l’espressione più lapalissianamente piagnona delle olocaustiche rivendicazioni sioniste.
Ottimo dunque che Hizb’Allah sia intervenuto nei confronti di una scuola privata inglese situata nella zona occidentale della capitale Beirut per impedire la diffusione delle cialtronate sterminazioniste che, come legittimamente riferisce un comunicato diffuso dai militanti sciiti, sono da pretesto per la promozione del sionismo e delle sue fandonie. Non da oggi nel mondo arabo-islamico e in Libano esiste una attenta censura nei confronti di tutta la produzione olocaustico-giudaizzante con particolare riferimento anche alla contro-informazione prodotta dai canali televisivi nazionali della Siria riprodotti e ritrasmessi nel paese dei cedri dall’emittente islamica Al Manar (Il Faro) che, in passato, aveva puntualmente deciso la trasmissione di una ‘fiction’ ispirata ai Protocolli dei Savi Anziani di Sion ovvero il programma di accampamento, usurpazione e governo mondiale degli ebrei che risulta assolutamente insindacabile alla luce degli avvenimenti storico-politici che, a partire dalla pubblicazione del testo in lingua russa con prefazione-introduzione di Sergeiy Nilus (1905) e fino alla rivoluzione sovietica (il golpe ebraico di Lenin) del ‘17 passando per i due conflitti mondiali scatenati dalla Sinagoga Mondiale contro il Vecchio Continente, determineranno l’instaurazione terroristica del sedicente “stato d’Israele”. Come nel recente passato anche in questa occasione l’emittente televisiva legata al movimento di Nasrallah non si è tirata indietro trasmettendo un programma nel quale veniva aspramente criticato il volume-fandonia accusando i responsabili della scuola in questione di affrontare la questione della presunta “persecuzione” degli ebrei in modo assolutamente “drammatico e teatrale”, utilizzando materiale spurio e documenti falsi e soprattutto fornendo un quadro d’insieme che legittima e giustifica dinanzi all’opinione pubblica libanese le strategie sioniste.
Immediatamente un membro del consiglio scolastico, Jimmy Shoufani, ha dichiarato all’AFP che il testo è stato infine tolto dal programma didattico per evitare disordini e nuove polemiche. Nient’altro da aggiungere: il Libano non è l’Occidente kippizzato e sottomesso ai diktat della Sinagoga di Satana! ”Il Libano , parafrasando il discorso tenuto da Sayyed Hassan Nasrallah - segretario generale di Hizb’Allah – in piazza Riad el Sohl , nel cuore della capitale libanese, l’8 marzo 2005 ”è differente! Il Libano è il Libano!”.
DAGOBERTO HUSAYN BELLUCCI — DIRETTORE RESPONSABILE AGENZIA DI STAMPA “ISLAM ITALIA”
Note -1 – Ditlieb Felderer – Il diario di Anna Frank : una frode – ediz. “La Sfinge” – Parma 1990; Ecco come l’autore ne parla nel suo volume:
“Ci viene riferito che «inizialmente, la pubblicazione del Diario venne rifiutata da numerosi editori» (Enc. Giudaíca, 7:54). Nonostantt ciò, la prima edizione olandese era apparsa già nel 1947 (L’Enciclopedia Brockhaus, 6:450, dà addirittura il 1946) con il titolo «Het Achterhuis» (il retrocasa – Casa editrice Contact, Amsterdam). Si racconta che un norvegese, il signor Thilo Schoder, di Kristiansand, aveva ricevuto il manoscritto ORIGINALE dalla scrittice ebrea Annaliese Schütz, editrice del giornale berlinese Die Neue Zeit. Dopo aver incontrato il signor Frank in Olanda, Schoder tornò in Norvegia con il manoscritto ORIGINALE e cercò di farlo pubblicare, ma gli editori rifiutarono (Aftonbladet, 10 Febbraio 1957). La prima traduzione, o piuttosto trascrizione tedesca (übertragen = trascrivere) apparve ad Heidelberg nel 1949 (L’Enciclopedia Brockhaus, op. cit., dà la data del 1950, 6a ed.: 1959). Si racconta che Anna Frank rnorì di tifo nel campo di concentramento di Bergen Belsen nel marzo 194 5 (Enciclopedia giudaica, op. cit.: 53). Considerato che scopo dei nazisti era, si dice, quello di sterminare gli ebrei, sembra piuttosto strano che la ragazza sia stata mandata prima «a Westerbork» e poi (2 Settembre t 944) a Auschwitz-Birkenau; «nel Dicembre 1944 Anna arri vò a Bergen Belsen con sua sorella Margot» (Enciclopedia giudaica, op. cit.) – un lungo tragitto da Auschwitz! Tutto quest’andirivieni da un lager all’altro è parecchio in contraddizione con la teoria dello «sterminio» degli ebrei. È del tutto incomprensibile come, in tempo di guerra, con i trasporti al collasso, si sia potuto decidere di sterminare un intero popolo, trasportando i singoli individui in giro per l’Europa semidistrutta. Nel diario, Henk stesso pare abbia detto che era impossibile che i Tedeschi avessero abbastanza treni a disposizione (Feb. ‘44). Tutta la faccenda raggiunge il culmine del ridicolo quando si afferma che Otto Frank, anziche essere «gasato», era stato «ospedalizzato» a Auschwitz (Enciclopedia Britannica, op. cit.), sopravvivendo così allo «sterminio» del suo popolo! La logica ci suggerisce, a questo punto, che i Tedeschi volevano che gente in buona salute venisse poi gasata. La moglie di Otto Frank, invece, morì e lui si risposò con una certa «Fritzi».
Mever Levin, già corrispondente in Spagna durante la Guerra Civile (1936-39) e poi reporter dell’Agenzia Telegrafica Ebraica durante gli scontri con i Palestinesi (1945-46), è stato, secondo l’Enciclopedia Giudaica «il primo scrittore a mettere in scena il Diario di Anna Frank (1952)» (Vol. 11: 109). Se la causa intentata da Levin nei confronti di Otto Frank concernesse la messa in scena del Diario resta un mistero, poiché non è possibile prendere conoscenza (lei verbali dei processo; ad una lettera da noi indirizzata il 27 Aprile 1977 al padre di Anna Frank (cfr. Fig. 2, Pag. 118) nella quale domandavamo chiarimenti circa questa faccenda, egli rispose in un primo tempo affermando di essere disponibile a collaborare con noi (cfr. Fig. 7, pag. 124) per poi rimangiarsi la promessa, affermando di non voler avere più niente a che fare con noi (cfr. Fig. 4, pag. 120).
Negli Stati Uniti, la commedia di Frances Goodrich e Albert Hackett ispirata al Diario di Anna Frank andò in scena a Broadway il 5 Ottobre 1955. Hackett era nato nel 1900; nel Modern World Drama si spiega che «Hackett… drammaturgo americano, era un giovane attore nel 1927, allorché cominciò a collaborare con una attrice del New Jersey, Frances Goodrich (1890-1984). La Goodrich divorziò presto dal marito, lo storico Hendrik Willern Van Loon, per sposare Hackett. Insieme, gli Hackett scrissero un considerevole numero di soggetti cinematografici… Ma il loro lavoro più memorabile resta l’adattamento teatrale del Diario di Anna Frank (1947), «il commovente racconto di una ragazza ebrea assassinata (sic) in un campo di concentramento nazista, dopo essere vissuta per due anni nascosta in una soffitta» (p.: 329). Nella stessa enciclopedia, troviamo più avanti: «Diario di Anna Frank: commedia in due atti, messa in scena nel 1955 e pubblicata nel 1956. Scenario: un magazzino in uno stabile di uffici al centro di Amsterdam, 1942-45… La commedia, così come il Diario, ha commosso il pubblico di tutto il mondo. In entrambi i lavori, è tratteggiato il carattere di un’ebrea adolescente, costretta ad una vita difficile; e tutto è reso ancor più drammatico dalla consapevolezza degli spettatori dei terribili eventi che si stavano svolgendo al di fuori delle mura entro cui i perseguitati erano costretti a vivere e, nel contempo, della terribile conclusione della loro avventura. Pronto a lasciare Amsterdam dopo la fine della guerra, il signor Frank rende nota al mondo l’esistenza del Diario della figlia. La scena si svolge nel nascondiglio che i Frank occuparono dal luglio del ‘42 all’agosto del ‘44. Giunta nella soffitta-nascondiglio, dove non si poteva fare alcun rumore durante il giorno, Anna decide di considerarla una specie di luogo di vacanza. La ragazza è fortemente attaccata al padre, è in perenne disaccordo con la madre e ha un’avventura romantica con un ragazzo timido, figlio degli amici del padre che li ospitavano (sic). Si alternano gioie e dolori felicità e tristezza. Poco prima che il nascondiglio venga scoperto dai nazisti, Anna descrive al fidanzato le bellezze della natura che le è concesso di vedere dal piccolo lucernaio della soffitta» (p.: 207). Rileviamo in questa descrizione due errori: in primo luogo, nel Diario non viene mai confermato il fatto ( lie non fosse concesso fare rumori di nessun tipo. Secondariamente, il fidanzato di Anna, Peter Van Daan, non era figlio «degli amici del padre che li ospitavano» ma figlio degli amici del padre che vivevano nello stesso nascondiglio.
(crf si consulti il seguente link che rimanda al sito dell’AAARGH nel quale è possibile consultare l’intero testo in questione in formato pdf : http://www.vho.org/aaargh/fran/livres5/felderannit.pdf )