Archive for maggio, 2009

UNA GALLINA ARRABIATA

venerdì, maggio 29th, 2009

Oriana Fallaci :

Con un poderoso dossier inviato attraverso l’Amasciata Svizzera di Roma, infatti, nel novembre del 2002 l’Ufficio Federale della Giustizia di Berna osò chiedere allo Stato Italiano d’estradarmi o d’aprire contro di me e i miei editori un procedimento penale per i contenuti de La rabbia e l’Orgoglio. Procedimento da condurre in base agli articoli 261 e 261 bis del  Codice Penale Elvetico, bada bene, e sollecitato da gruppi o cittadini mussulmani della Svizzera: il Centro Islamico e l’Associazione Somali di Gínevra, l’SOS Racisme di Losanna e il signor Nonsocchii di Neuchâtel. Gente secondo la quale il mio «comportamento razzista» e i miei giudizi sull’Islam anzi «le mie ingiurie» alle comunità islamiche «mettono in pericolo la pace pubblica». (Síssignori: pace pubblica).

La richiesta venne respinta tout‑court dal Ministro della Giustizia Roberto Castelli il quale ricordò al collega svizzero che l’articolo 2 e in particolare l’articolo 21 della Costituzione Italiana garantiscono al cittadino italiano l’inviolabile diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola e lo scritto. Che chiedere allo Stato Italiano di processarmi per aver manifestato le mie idee ossia la legittima espressione di critica politica e ideologica avrebbe leso un principio fondamentale della nostra Costituzione e quindi la dignità dello Stato. Però quando nel corso d’una intervista Castelli ne dette notizia, ho saputo, non pochi gentiluominí e gentildonne della cosiddetta Estrema Sinistra protestarono augurandosi che almeno in Svizzera fossi processata anzi condannata. E poiché la Svizzera ha il vizietto di processare in contumacia e all’insaputa dell’imputato, può darsi benissimo che la kafkaina faccenda sia avvenuta. Son  tante, le vittime del 261 e del 261 bis. Uno per esempio è l’animalista svizzero Erwin Kessler che come Brigitte Bardot non sopporta la macellazione halal, e che per averla criticata s’è beccato due mesi di prigione senza condizionale. Un altro è l’ottantenne storico svizzero Gaston Armand Amaudruz che stampava un piccolo mensile revisionísta (riveder la Storia cioè raccontarla in modo diverso dalla versione ufficiale oggi è proibito, viva la libertà) e che a causa di ciò il 10 aprile 2000 venne condannato dal Tribunale di Losanna a un anno di carcere più una violenta pena pecuniaria. Un altro è lo storico francese Robert Faurisson, ugualmente revisionista, che il 15 giugno 2001 venne processato a sua insaputa dal Tribunale di Friburgo e condannato a un mese di prigione. Anche per lui, e nonostante la tarda età, senza condízionale. Motivo, un suo articolo che pubblicato in Francia era stato ripreso da una rivista elvetica. Se a mia insaputa sono stata processata e condannata nel paese degli orologi e delle banche care ai tiranni, dunque, per finire in galera a Berna o a Losanna o a Ginevra mi basta andar a bere un caffè a Lugano. Oppure trovarmi su un aereo che per maltempo o dirottamento atterra a Zurígo. Meglio ancora, mi basta aspettare che la Svizzera entri nell’Ue e che il Parlamento Italiano approvi il Mandato d’Arresto Europeo cosii accettando la scorettezza commessa dopo l’Unidici Settembre dall’ineffabile Commissione Europea.

 Oriana Fallaci, La Forza della Ragione, Rizzoli International, New York, 2004. pp.25 sq.

BACIARE IL CULO

martedì, maggio 26th, 2009

SOSPESO, ATTACA

lunedì, maggio 25th, 2009

PADOVA – Li ha trascinati in aula, di fronte al giudice di pace, per mettere fine a un capitolo spiacevole e chiedere i danni, giustificando il suo modo di insegnare. Così ieri a mezzogiorno si è aperto ieri il processo a carico di Maurizio Segato e Ivana Slaviero, i due rappresentanti dei genitori in una classe al liceo scientifico Rolando da Piazzola. Accusati di diffamazione dal professore Franco Damiani, sospeso dall’insegnamento perché a sua volta accusato di aver insegnato le teorie negazioniste sull’Olocausto e sulla tragedia degli ebrei, portate avanti dallo storico David Irving.

Ieri in aula è toccato proprio al professor Damiani dire la sua. Ha detto di avere portato quelle teorie in classe «per insinuare dubbi e fare riflettere gli studenti». Nel 2004 durante il consiglio di classe Slaviero, rappresentante dei genitori e Segato, presidente del comitato genitori, dissero che Damiano: «Giudica fatti ed eventi storici in modo personale senza accettare critiche, vuole fare proselitismo. Giudica il popolo ebreo in modo offensivo dicendo che gli ebrei sono nemici perché lavorano per portare scompiglio nella religione cattolica. Denigra il libro di storia perché scritto da un ebreo». Accuse che portarono alla sospensione del professore per sei mesi e al suo trasferimento al liceo Newton di Camposampiero. Denunciati per diffamazione dallo stesso insegnante i due genitori, processati ieri. Prossimo appuntamento il 10 giugno, quando a parlare saranno i due imputati. Poi spazio alla decisione del giudice.

Corriere del Veneto, 22 maggio 2009

61° anniversario della Nakba : il libro

lunedì, maggio 25th, 2009

E’ uscito il primo volume dei “Quaderni storici sulla Palestina”:

“Nakba. La tragedia del 1948″.

Per ordinazioni:

Abspp: tel. 02.28970178 o tel. 010.7411692; Infopal: tel. 011.19838359 oppure: www.libreriaislamica.it.     

Il libro, pubblicato in questi giorni dalle edizioni al Hikma di Imperia, è a cura di Angela Lano e Jacopo Falchetta, con la collaborazione storico-iconografica dell’arch. Mohammad Hannoun, dell’Api – Associazione palestinesi in Italia. Costa 5 euro.

“Una terra senza popolo”, questa è la visione della Palestina diffusa dalla propaganda sionista sin dalla fine dell’Ottocento… Non c’è nulla di più falso: la Palestina era abitata, piena di vita e di bellezza. Lo dimostrano i racconti dei vecchi palestinesi, scampati alla pulizia etnica delle bande terroriste ebraiche, le foto d’epoca, i documenti, gli archivi minuziosi di siti come Palestineremembered.com, i libri, le mostre itineranti.

La Palestina ha un popolo, quello palestinese, formato da musulmani, cristiani ed ebrei che da sempre vi hanno risieduto, e un aggressore e occupante venuto dall’esterno, il Sionismo.

Il conflitto “israelo-palestinese” non è iniziato con la Guerra dei Sei giorni, nel 1967, come molti pensano, ma nel 1947-48, con la pulizia etnica subita dai palestinesi. E ancor prima, a fine Ottocento, tra sionisti e arabo-palestinesi, con l’occupazione di terre da parte degli ebrei venuti dall’Europa.

Lo scopo di questo nostro Quaderno storico sulla Nakba è proprio quello di far chiarezza, di spiegare le origini dell’ingiustizia subita dal popolo di Palestina, e di confutare la propaganda israeliana. Ci siamo spinti a ritroso nel tempo, alle prime aliyah, le migrazioni ebraiche in Palestina, per ripercorrere poi tutte le tappe dell’invasione sionista – un’aggressione continua che ben si inserisce all’interno dell’ideologia coloniale.

Un’appendice curata dal prof. Aldo Bernardini, docente di diritto internazionale, fornisce uno stimolo di riflessione sulle discutibili basi giuridiche dello stato di Israele.

A questo libro ne seguiranno altri sui successivi periodi storici palestinesi.

Angela Lano

Direttore dell’agenzia stampa Infopal.it

…………

Promuovono i Quaderni di Storia palestinese l’associazione e l’agenzia stampa Infopal, l’Abspp – Associazione benefica di solidarietà con il popolo palestinese, l’Api – Associazione palestinesi in Italia Torino-Milano-Genova

Per ordinare il libro:

Abspp, via Venini 65 , Milano, tel. 02.28970178

Abspp, via Bolzaneto 19/1 Genova, tel. 010.7411692

Abspp, via degli Aceri 114 Roma

Infopal, Torino    tel. 011.19838359          www.libreriaislamica.it

http://www.infopal.it/11200-61%B0-anniversario-della-nakba-il-libro.html

TRE SEMPLICI E TERRIBILI DOMANDE

domenica, maggio 24th, 2009

Scritto da Joe Fallisi :

 

Ci sono poi tre semplici e terribili domande cui i revisionisti non hanno potuto mai dare alcuna valida risposta alternativa. La prima: a che servivano le “selezioni” nei lager di morte, quelle medesime di cui si aveva anche negli altri campi un autentico terrore, come testimonia lo stesso Rassinier, il capostipite del revisionismo?(13). Concatenata alla precedente la seconda: che fine hanno fatto tutti gli scomparsi non “immatricolati”?(14). Da ultimo: perché distruggere con la dinamite, prima della fuga, i crematori e i locali annessi, se questi non nascondevano altro che normali camere di disinfestazione degli abiti?…

 

Abbiamo tre semplici et terribili risposte: 

1/ selezioni erano “selezioni” : Dove rinviare la gente arrivate ad Auschxitz, centro della rete dei campi di lavoro — circa una migliaia).

2/ I non immatricolati sono andati verso altre campi. Esempio : Anne Frank, arrivata ad Auschwitz, rinviata (senza immatricolazione) a Bergen-Belsen, morte dal tifo.

3/ I nazisti, durante la ritirata, hanno distrutto le costruzione che potevano esse usate dall’Essercito Rosso come protezione anti-aerea. Era il caso delle grande sale sotterranee vicine alle crematorie.

Altro ?

(http://mondosenzagalere.blogspot.com/search/label/Fascismo%2FAntifascismo)

EDGAR MORIN, SOCIOLOGO

domenica, maggio 24th, 2009

Estratto del libro : I miei demoni (Universale Meltemi, 2004) Trad. L. Pacelli, A. Perri.

Ho sempre per mia natura dato priorità all’amicizia sugli interessi, le conoscenze e l’ideologia; par questo no ho rotto con gli amici che, muovendo da posizione pacifiste, avevano finito per diventare collaborazionisti. In seno al PC ero diventato amico di Jean-René Chauvin, trotzkista che avrei dovuto rifiutarmi di frenquetare, e resto tuttora amico di Serge Thion che ha preso la difese del negazionista Faurisson. La qualità della persona mi interessa più della qualità delle sue idee o opinioni; come dice Lichtenberg, “regola d’oro: non giudicare gli uomini par le loro opinioni, ma per quello che le loro opinioni li ha fatti diventare”. Ho fatto mio questo principio : l’amicizia va oltre le diffenrze politiche; l’amicizia per me è trans-politica, trans-classista, trans-etnica e trans-razziale. (p. 92-93)

 

Dice la cas editrice:

I miei demoni è un libro unico: autobiografia, saggio di alto rigore, professione di fede, confessione intima in cui ritroviamo la vita privata, le esperienze politiche e le fasi intellettuali di uno dei grandi testimoni e interpreti del xx secolo. “Il mio obiettivo”, scrive l’autore, “era di comporre una specie di sinfonia, muovendo da alcuni grandi temi guidati da quei geni che mi possiedono e stanno dentro e fuori di me: i miei demoni. (…) Ne è nato un libro bizzarro, che è impossibile confinare in un genere; un libro bastardo, meticcio, e che proprio per questo (…) meglio di ogni altro esprime me stesso”. Arricchita da una prefazione di Morin all’edizione italiana, quest’opera fa incrociare il percorso di un uomo con i grandi avvenimenti storico-politici del nostro tempo: un tempo nel quale ubbidire al richiamo dei propri demoni si- gnifica lottare in un caos infernale e spesso soccombere davanti alla violenza demente di una nuova chiusura nell’etnia, nella nazione o nella religione.

Edgar Morin, sociologo, filosofo, saggista, iniziatore del “pensiero complesso”, direttore emerito di ricerca al cnrs, è uno dei grandi intellettuali contemporanei. 

http://www.meltemieditore.it/Scheda_libro.asp?Codice=X004

UN RAGAZZO

sabato, maggio 23rd, 2009

dopo aver letto qualche libro sul revisionismo storico ho saputo che il prof robert faurisson sarebbe venuto a fare una lezione proprio all’università di teramo.
ad invitarlo era stato un docente dell’università, claudio moffa.
io fui felice della notizia, ascoltare personalmente uno dei più grandi negazionisti dell’olocausto mi avrebbe potuto aiutare a chiarire alcuni dubbi.
“il centro”, quotidiano d’abruzzo, per settimane tenne in prima pagina questo avvenimento che suscitava non poche polemiche.
insomma arriva il giorno della lezione.
il rettore dell’università di teramo chiude tutta l’università per non dare spazio al prof francese.
io il pomeriggio esco di casa armato di videocamera ma ancora non si sapeva dove si sarebbe tenuto il dibattito.
arrivo a teramo.
qualcuno dice in un hotel.
vado lì, niente.
qualcun’altro dice a san nicolò (vicino teramo).
vado lì e mi ritrovo in mezzo a decine di ragazzi di forza nuova.
mi sento un pò a disagio ma aspetto.
niente.
dopo un’oretta si viene a sapere che faurisson era stato scortato all’aereoporto di ancona e rispedito in francia.
tutto questo perchè la stessa mattina erano arrivati a teramo direttamente da roma degli ebrei figli di deportati che avrebbero aggredito faurisson, e moffa che lo aveva invitato.

http://signoraggio.forumfree.net/?t=37221508&st=15

ITALIOTA IMBAVAGLIATA

sabato, maggio 23rd, 2009

Associazione Culturale “Nuove Sintesi”
presenta

“Il Martirio di Gaza”

Interverranno:

Serge Thion
(saggista, ricercatore)

Claudio Moffa
(docente università Teramo)

Sabato 7 marzo 2009
Ore 16.00 Teatro Saliceti Ripattoni – Bellante (Teramo)

info: nuovesintesipensiero@libero.it 
Tel. 3207534789

oooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Ricevo e pubblico il comunicato che mi ha mandato l’associazione culturale Dunum:

Comunicato Associazione Culturale Dunum 07.03.2009

Cari amici e amiche siamo qui per scrivervi quattro righe da uomini “non liberi” di organizzare, far parlare dei relatori e far tener regolarmente una conferenza, e soprattutto di parteciparvi.
Ancora una volta la “demo-mafiocrazia” asservita alle lobby sioniste mondiali con i suoi “questurini” ha vinto.
Siamo qui a rammentarvi che è la quarta volta che ci tolgono una benedetta sala dove poter svolgere la Conferenza su Gaza. Prima ben tre volte nel nostro paese, Sant’ Egidio alla Vibrata, ora a Bellante.
Sempre all’ultimo momento in modo che non si abbia tempo materiale e serenità per riorganizzarla.

Ecco a voi la democrazia con cui ogni giorno da sessant’anni ci riempiono la testa.
La democrazia delle minaccie, delle leggi liberticide, delle limitazioni alla libertà d’espressione e alla manifestazione del proprio pensiero…e soprattutto la democrazia che viene “esportata” in Afghanistan, in Iraq e a Gaza: centinaia e centinaia di bambini trucidati, donne uccise ed anziani massacrati.

Svegliamoci tutti, non facciamoci più abbindolare dalla menzogne, dalle falsità, dai falsi diritti propugnatici.
Diciamo basta alla vergogna sionista che fa del diritto internazionale “carta straccia” e si arroga la presunzione di rinchiudere in un “ghetto” un milione di palestinesi, facendoli morire di fame mediante l’embargo commerciale, tagliando la luce e l’acqua, e come se non bastasse, bombardandoli e massacrandoli pure, con l’ aggiunta di una “spruzzatina” di fosforo bianco.

Noi volevamo solo parlare, dopo tanti telegiornali e giornali “cantastorie” e “negazionisti” oppure semplicemente “oscurantisti”, della verità. Ci hanno, invece, per l’ennesima volta “tappato” la bocca.
Ma non ci rassegnamo ad una puntata del Grande Fratello, noi andiamo avanti.
Associazione Culturale Dunum esprime la massima ed incondizionata solidarietà a Nuove Sintesi di Bellante, organizzatrice dell’iniziativa del 7 marzo 2009.

http://www.forzanuovapescara.net/index.php?option=com_kunena&Itemid=69&func=view&catid=10&id=77.

Fascisti a sant’egidio, revocata sala comunale

  venerdì 13 febbraio, 2009 

il sindaco concede poi revoca la sala per iniziativa antisemita

neofascisti a sant’egidio… vanno o vengono?

sabato 7 febbraio, in un paesino sulle colline tra Marche e Abruzzo, si sarebbe dovuto tenere un convegno su Gaza dai chiari toni antisemiti. 

L’iniziativa era organizzata da neofascisti, che da qualche tempo operano sul territorio sotto associazioni prestanome, tali “Dunum” e “Nuove Sintesi”, con la presenza dei migliori negazionisti sul mercato: Serge Thion, Claudio Moffa e Luigi Copertino.
Presenti anche i loro amici e colleghi della Celere di Roma, e la Digos abruzzese in gran spolvero.
Non essendosi palesata alcuna resistenza alla loro scampagnata, e avendo perciò campo libero, si sono prodigati in un gran sventolio di bandiere, cori, e schermaglie d’altri tempi (si sa: quando il gatto non c’è, i topi ballano)
Forse l’ostentata goliardia, forse la grottesca simpatia cameratesca, fatto sta che il sindaco del paese, Sant’egidio alla Vibrata [TE], non ha gradito e ha ritirato l’autorizzazione a tenere l’iniziativa nella sala pubblica, rendendosi conto (seppur con molto ritardo) di aver fino ad allora concesso sale pubbliche ai nazisti.
Altrettanto pacifico è che le associazioni Dunum e Nuove Sintesi, già da tempo si muovono nella grigia area delle associazioni culturali terzaposizioniste, e già da tempo sono ospiti graditi delle amministrazioni comunali del teramano.

http://abruzzo.indymedia.org/article/6020 

PER IL SANGUE CHE AVETE SPARSO

sabato, maggio 23rd, 2009

Israel Adam SHAMIR

Per il sangue che avete sparso (Trad. di Mauro Manno)
Prefazione di Serge Thion

Edizioni all’insegna del Veltro, Parma, 2009, € 15. 


Shamir fa strame dell’argomento “olocaustico“, da lui respinto come un ricatto puro e semplice: “Dobbiamo negare il concetto di Olocausto senza dubbi ed esitazioni, anche se tutte le storie dell’Olocausto, fino alla versione più assurda, quella di Wiesel, fossero assolutamente vere. Ne consegue che le discussioni tecniche sulla mortalità ebraica sono perfettamente legittime ma superflue, come superflua è per un ateo la diatriba se una balena abbia potuto o meno ingoiare Giona“.

Quella di Shamir non è una battaglia per la verità storica. Quello che egli rifiuta è la posizione di (pseudo) superiorità morale che in tal modo gli ebrei del mondo intero si attribuiscono. Lo si vede bene in questi giorni, quando si spandono dappertutto gli slanci di solidarietà delle comunità ebraiche verso una politica di massacro dei civili, delle donne e dei bambini che nessun altro al mondo approverebbe.

Tutti i codici penali dicono che la complicità col crimine è un crimine.Fanno eccezione gli autoproclamati dirigenti ebraici. Essi hanno costruito una fortezza morale che li protegge, ma isolandoli. Shamir la vuole smantellare. Ecco perché egli è solo, del tutto sconosciuto in Israele, vagamente denunciato come “antisemita” all’estero, come lo è ogni persona normale che non accetta la glorificazione dei crimini contro l’umanità, commessi sotto i nostri occhi ogni giorno che passa, dal 1936… (…)

La presente raccolta si conclude con un testo che analizza le relazioni instauratesi nella nostra epoca tra il giudaismo organizzato – spesso in forma di sionismo – e le grandi potenze. E’ un vastissimo dominio, nel quale Shamir è molto attivo. Egli ha pubblicato numerosi articoli su questo tema. Qui egli si occupa della Dichiarazione Balfour, degli Stati Uniti, del tabù del “potere ebraico“, di Stalin e, argomento più originale, del modo in cui gli ebrei americani hanno approfittato del fatto di essersi messi più o meno alla testa del movimento d’emancipazione dei negri americani. Qui c’è qualcosa da scavare, tanto più che il periodo inaugurato dalla presidenza di Obama avrà proprio tale questione come immagine di sfondo.

(Dalla Prefazione di Serge Thion)


L’Autore: Israel Shamir, diventato Adam Shamir dopo la sua recente conversione all’Ortodossia, è nato nel 1947 a Novosibirsk, in Siberia. Espulso nel 1969 dall’università per attività sovversiva, ha lasciato l’URSS e si è stabilito nella Palestina occupata dai sionisti. Girando per il territorio palestinese in qualità di corrispondente del giornale “Ha’aretz”, ha scoperto l’assurdità del progetto di uno stato ebraico; attraverso un’intensa attività letteraria e giornalistica, ha denunciato i crimini sionisti e si è fatto sostenitore di un unico Stato palestinese tra il Giordano e il Mediterraneo, nel quale possano rientrare i Palestinesi scacciati dalle loro case ed espropriati della loro patria. Nel 2002 suo figlio è stato arrestato, deportato ed espulso per aver rifornito di cibo e medicine i Palestinesi assediati nella Basilica della Natività.

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Il libro può essere ordinato scrivendo alla redazione. 
Il prezzo è di 15 euro + 2,40 di spese postali 
da versare sul cc. postale n. 56411630
intestato al Movimento Nazional Popolare.
 

http://www.corrierecaraibi.com/LIBRI_090301_Per-il-sangue-che-avete-sparso.htm

INTROVIGNE MISTIFICA LA STORIA

sabato, maggio 23rd, 2009

 

Massimo Introvigne mistifica la storia del revisionismo/negazionismo

Miguel Martinez
Sono ormai dieci anni che seguiamo le vicende del tuttologo e dirigente di Alleanza Cattolica, l’avvocato Massimo Introvigne (qui potete leggere una breve presentazione di questo particolarissimo personaggio ). Massimo Introvigne adotta sempre la stessa tecnica. Si lascia presentare come il massimo esperto mondiale in qualunque campo di cui si stia parlando. In quanto esperto, spiega, lui è non-judgemental (l’inglese lo pronuncia discretamente), cioè non esprime giudizi ma guarda i fatti. 

Elenca quindi una serie di fatti, e lo fa bene, perché conosce il linguaggio scientifico abbastanza da apparire uno scholar, mentre conosce anche le tecniche di divulgazione, in modo da risultare sempre comprensibile. Dei fatti che elenca, nove portano inevitabilmente il lettore in una direzione e uno nell’altra, dimostrando così che lui prende in considerazione tutti i punti di vista.
     Il trucco sta nella scelta del campo. Introvigne si appiglia a notizie clamorose, che però riguardano qualche realtà di cui nessuno sa niente: Scientology, satanismo, testi apocalittici islamici, regolamenti ecclesiastici sul celibato, gruppi di estrema sinistra… 
    Trattandosi di luoghi inesplorati, Introvigne può selezionare i propri fatti come vuole. In genere, non se li inventa di sana pianta, anche se qualche volta succede. Di solito, basta escludere tutto ciò che non indirizza il lettore dove vuole lui.
     Anche questa settimana, Massimo Introvigne ci offre un campionario di tutta la sua retorica. Facendo riferimento al caso del vescovo lefevriano Richard Williamson, Introvigne ha scritto un lungo articolo dall’apparenza dotta, per Il Domenicale, l’inqualificabile settimanale culturale diMarcello Dell’Utri.

 

williamson-introvigne-lefebvre
In questa storica foto pubblicata sull’Europeo (giugno 1977), 
vediamo da sinistra a destra il futuro vescovo 
Richard Williamson, Massimo Introvigne -
allora seminarista lefevriano - e monsignor 
Marcel Lefèbvre alla villa romana 
della famiglia Pallavicini, un episodio che il Vicario Generale di Roma, 
il cardinale Ugo Poletti, definì sull’Osservatore Romano “un episodio da dimenticare”. 

Il testo di Introvigne si intitola “Le origini di sinistra del negazionismo dell’Olocausto: in margine al caso Williamson “La via del negazionismo? Prima a sinistra”“.

     Ora, gli scritti degli anticlericali (con qualche eccezione) offrono campionari straordinari di ignoranza e confusione cariche di emotività; immaginatevi poi un anticlericale medio che scrive di negazionismo/revisionismo. Quindi basterebbe qualche riga per rispondere loro [1].
     Invece, Introvigne decide di esagerare, tanto pensa che nessuno sappia in realtà nulla di sedevacantisti, revisionisti e gruppetti politici minoritari.
Leggendo l’articolo di Introvigne, il lettore, dopo aver visto una gran quantità di fatti curiosi e sconosciuti (veri, o come vedremo presunti), il lettore
 si convince da solo che:
     1) Il negazionismo/revisionismo, come i Gulag, le tasse e la pioggia, 
è colpa dei comunisti.
     2) Esiste un 
saldo fronte occidentale che unisce la destra politica, gli alleati vincitori della seconda guerra mondiale, lo stato d’Israele, i cattolici e gli ebrei.
     3) Contro questo saldo fronte occidentale, si schierano vari 
folli islamonazicomunisti, ma in testa ci sono sempre – come abbiamo visto – i comunisti.
     4) La Società San Pio X è tutta dentro il fronte occidentale, salvo qualche mela marcia caduta vittima della propaganda comunista.
Mica lo dice Introvigne. Lo dicono i Fatti.
    
      Fatti che Introvigne ha selezionato accuratamente prima.
     Introvigne dice alcune cose vere. Ad esempio, che il padre di Monsignor Lefèbvre era nella resistenza antinazista francese ed è morto nel lager di Sonnenburg. Oppure che il 
revisionismo storico francese (e in parte quello italiano) è stato soprattutto un fenomeno di “sinistra”.
      Ma Introvigne semplicemente rimuove tutto il revisionismo anglosassone e germanico, influente quanto e forse più di quello francese. Basti pensare al più noto revisionista [2], l’inglese 
David Irving, incarcerato in isolamento in Austria per 400 giorni per alcune frasi dette durante una conferenza tenuta sedici anni prima. David Irving non è un “neonazista”, ma è sicuramente un tipico conservatore di destra inglese: per capirlo, è sufficiente leggere il suo diario dal carcere.
     Però Introvigne ha fatto i conti senza l’oste. 
Serge Thion, uno studioso francese proveniente dall’estrema sinistra non stalinista, e che ha vissuto una vita avventurosa  lavorando con la resistenza algerina e poi con quella vietnamita, può essere considerato un esperto di revisionismo. E’ stato infatti espulso dal Centro Nazionale Francese per la Ricerca Scientifica (dove lavorava come esperto dell’Asia Sudorientale) per il suo sostegno ai revisionisti/negazionisti francesi.
Serge Thion ha scritto un 
articolo che potete leggere sul blog di Andrea Carancini. [Salvare i lefebvriani : Qui http://www.aaargh.codoh.com/blog/reviit/  13 maggio 2009] Thion ha le sue posizioni, che non sono le mie. Ma il suo articolo è importante perché demolisce tutta la ricostruzione storica, apparentemente così pacata e obiettiva, di Massimo Introvigne, rivelandone la natura strumentale.


Nota:
[1] Favolosa l’accusa al Papa di aver 
“tolto la scomunica al vescovo negazionista“, mentre Benedetto XVI ha semplicemente revocato la scomunica personale contro quattro individui, accusati di aver accettato un’ordinazione episcopale illecita nel 1988. Una vicenda che non ha nulla a che vedere con la storia della Seconda guerra mondiale, ma molto con il fatto che in Francia e in certi paesi latinoamericani, i sacerdoti “tradizionalisti” iniziano a superare di numero quelli della Chiesa “ufficiale”.
     Comunque, anticlericali e clericali formano ciò che a Roma chiamerebbero 
una bella coppia. Il vescovo di Treviso, Andrea Bruno Mazzocato - attaccando il sacerdote della San Pio X don Floriano Abrahamowicz – afferma il politicamente corretto estendendo il concetto di infallibilità pontificia anche alla storiografia. Seguite attentamente la logica di questa sua dichiarazione 

“E’ infondata ed estranea al sentire cristiano l’affermazione di don Floriano Abrahamowicz. Ogni posizione che prende le distanze dal pensiero del Papa - ha sottolineato il vescovo – è da considerare storicamente infondata“.

[2] Citiamo il nome di Irving per la sua notorietà. In realtà, David Irving sostiene una posizione molto particolare che non si può definire “negazionista”. Scettico su Auschwitz, in un’intervista a The Guardianha dichiarato

“A mio avviso, le vere operazioni omicide si sono svolte nei campi Reinhardt a occidente del fiume Bug. Nei tre campi che si trovavano lì [Sobibor, Belzec e Treblinka], gli uomini di Heinrich Himmler hanno ucciso forse addirittura 2,4 milioni di persone nei due anni fino all’ottobre del 1943″.

http://kelebek.splinder.com/