Archive for aprile, 2009

OBAMA CONTROLLERA INTERNET ?

martedì, aprile 28th, 2009

Steve Aquino

17 aprile 2009.

Una nuova legge potrebbe dare al Presidente la facoltà di frenare il traffico della Rete e di accedere a dati privati in caso di emergenza.

Potrebbe il Presidente tagliare il traffico cibernetico in caso di emergenza?
I senatori John Rockefeller (Democratico, della Virginia Occidentale) e Olympia Snowe (Repubblicana del Maine) lo credono. Mercoledì (1° aprile, entrambi) hanno introdotto una “proposta di legge” volta alla creazione di un Consiglio Nazionale di Cibersicurezza (NCA, la sua sigla in inglese) che sarà parte integrante del potere esecutivo ed avrebbe larghi poteri di osservare e di controllare il traffico di internet, al fine di affrontare le potenziali minacce all’infrastruttura informatica sensibile. Questi larghi poteri potrebbero toccare alcune libertà civili.
La Legge Di sicurezza Cibernetica (CSA, la sua sigla in inglese, vedere l’archivo aggiunto) dà al Presidente la facoltà di “dichiarare emergenze di sicurezza cibernetica” e di frenare o rallentare- in nome della sicurezza nazionale- il traffico di dati nelle reti di informazione “sensibile”.

La CSA non definisce ciò che vuol dire nè con “reti di informazione sensibili” nè con “emergenza di sicurezza cibernetica”. Toccherebbe al Presidente stabilirlo.
Inoltre, la CSA, da anche pieni poteri al Segretario del Commerico, che dà “accesso- senza bisogno di nessun legale- a qualsiasi dato importante e sensibile che incomba sulle reti sensibili.” Questo significa libero accesso a dati privati e a reti pubbliche senza bisogno di osservare le leggi della protezione alla privacy.
Rockefeller- come membro della Comissione dell’Intelligence del Senato, che ha presieduto fino allo scorso anno, sta facendo diventare la cibersicurezza un affare strategico. Attualmente presiede la Comissione del Commercio, Scienza e Trasporto, aree che saranno coinvolte dal CSA.
”Dobbiamo proteggere la nostra infrastruttura sensibile costi quel che costi: dall’acqua all’elettricità, passando dalle banche, alla trasmissione dei dati, alle banche dati… e chissà cos’altro”, ha detto Rockefeller in un comunicato.

Snowe sostenendo il suo collega: ” se non agiamo rapidamente, potrebbe arrivarci una Cyber-Katrina addosso” (NDT: riferendosi all’uragano che ha devastato New Orleans nel 2005)
Nonostante le scarse giustificazioni, i larghi poteri delineati dal CSA preoccupano. “Le minacce alla sicurezza informatica sono reali”, riconosce Leslie Harris, Presidente Del Centro per la Democrazia e la Teconologia (CDT), “ma, un veloce e rapido intervento governativo nelle comunicazioni private e nella rete pubblica potrebbe rappresentare una minaccia, tanto per la propria sicurezza come per la privacy.”
Di fatti, secondo il consulente del CDT, Greg Nojeim, il CSA potrebbe pervertire la legge di protezione alla Riservatezza delle Comunicazioni Elettroniche (ECPA, le sue sigle in inglese).
Tale legge, emanata a metà degli anni 80, esige che ci siano autorizzazioni legali prima dell’osservazione e il controllo delle comunicazioni informatiche.
“Si tratta di poteri incredibilmente estesi”, appunta Nojeim, e puntualizza che esistono leggi che potrebbero “mettere in tessitura tanta discrezionalità”.
Jennifer Granick, specialista in libertà civili della Fondazione di Frontiera Elettronica (Electronic Frontieer Foundation, EFF) afferma che la concessione di tali poteri al segretario del Commercio potrebbe trasformare Internet in una rete molto meno sicura di quanto lo è attualmente. Quando una persona ha accesso a tutta l’informazione in rete, quest’ultima, “aumenta i termini della sua vulnerabilità, fondamentalmente, perchè attraverso quest’azione si stabilisce, per i cattivi, un cammino sicuro verso la vulnerabilità.”


L’obiettivo del CSA, aggiunge Granick, è “contrario alle garanzie costituzionali” e lo è “per l’impatto negativo che può avere sui diritti alla privacy degli utenti della Rete. Se il Dipartimento del Commercio avvistasse prove di attività illegale in aree sensibili, potrebbe utilizzare questa informazione giuridicamente, nonostante questo non sia l’intento iniziale dell’atto di osservazione. Questo violerebbe la garanzia costituzionale che protegge contro le investigazioni aleatorie.”
”Una volta avuta un’informazione, questa potrebbe essere usata con qualsiasi oggetto, anche se è diverso da quello che ha causato l’atto iniziale di osservazione.” sottolinea Granick. A chi interessa questa legge?, si domanda, “all’industria della sicurezza, che vuole garantirsi una specie di sovvenzione pubblica” (NDT: insinua una specie di necessità creata)
Nojeim pensa che nonostante tutto, in ultima analisi, tanto potere potrebbe essere ritagliato, se la legge fosse approvata, per via legislativa. Perciò si mostra pronto a lavorare con i legislatori “per chiarire ciò che è necessario per fare le cose nel modo migliore”.

 Tradotto per Voci Dalla Strada da Vanesa

Fonte: http://www.motherjones.com/politics/2009/04/should-obama-control-internet  

POLITICA DELLA MENZOGNA

domenica, aprile 26th, 2009

LO YAD VASHEM LICENZIA UNA GUIDA CHE PARAGONA OLOCAUSTO E NASCITA DI ISRAELE

L’uomo è accusato di aver ricordato che la guerra per la nascita dello Stato ebraico per i palestinesi è la Nakba “la catastrofe”, violando in tal modo la regola che vieta ai dipendendti di esprimere posizioni politiche. 

Gerusalemme (AsiaNews) – Il Memoriale di Yad Vashem ha licenziato una delle sue guide, accusandola di aver espresso “posizioni politiche”, contraddicendo in tal modo a una regola dell’istituzione.
 
Itamar Shapira, 29 anni, di Gerusalemme, fa parte di un gruppo israelo-palestinese di riconcilicazione tra ex-combattenti. Da tre anni e mezzo lavorava nel museo dell’Olocausto. Il motivo del licenziamento è stato indicato nel fatto che, guidando la visita di un gruppo di giovani ebrei, ha parlato del massacro di Deir Yassin, villaggio palestinese ora inglobato nella città, avvenuto nel 1948, durante la lotta per la nascita dello Stato di Israele. “Lo Yad Vashem – ha spiegato l’uomo in un’intervista a Haaretz – parla dell’arrivo dei sopravvissuti all’Olocausto in Israele e della creazione di un rifugio per gli ebrei di tutto il mondo. Io ho detto che c’erano persone che vivevano in questa terra e ho evidenziato che ci sono stati altri traumi che hanno colpito altre nazioni”.
 
Estee Yaari, una portavoce del Memoriale, ha spiegato alla BBC che Shapira ha violato una espressa proibizione: il divieto ai dipendenti di esprimere posizioni politiche. “Lo Yad Vashem – ha detto – è una organizzazione apolitica e si assicura che il lavoro professionale del ricordo e della commemorazione dell’Olocausto sia separata da ogni questione politica”.
 
In una discussione con i dirigenti dell’Istituto, Shapira si è rifiutato di modificare il proprio atteggiamento, di qui la decisione di licenziarlo.
 
Dal canto suo, Shapira accusa il Museo di esaminare solo alcuni degli eventi che sono accaduti nel corso della guerra per la nascita di Israele. “E’ ipocrita – ha detto ancora a Haaretz – io ho solo cercato di esporre ai visitatori i fatti, non conclusioni politiche. Se Yad Vashem sceglie di ignorare i fatti, per esempio il massacro di Dir Yassim, o la Nakba (“la catastrofe”, come il palestinesi chiamano ciò che accadde nel 1948, ossia la nascita di Israele), ciò significa che hanno paura di qualcosa e che il loro approccio storico è viziato”.
 
http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=15078&size=A

ITALIA: SOTTO INCHIESTA PER IL SITO NEGAZIONISTA

lunedì, aprile 20th, 2009

IL TIRRENO

 

BLITZ DELLA DIGOS, SEQUESTRATI ANCHE MOLTI LIBRI E UNA BANDIERA CON LA SVASTICA

Sotto inchiesta per il sito web negazionista

M.B.

Nei guai un 61enne carrarese: diffondeva via internet le teorie revisioniste 

CARRARA. Dal suo sito internet www.thule-toscana.com, che curava da casa nei pressi di Torano, diffondeva le teorie revisioniste sull’Olocausto degli ebrei: foto, brani di libri, link vari. Il sottotitolo era “Un sito per tutti e per nessuno”. Ma la segnalazione è arrivata alla magistratura e così di primo mattino, una squadra della Digos di Livorno è arrivata a casa del 61enne G.P., a sequestrare libri e pc.

SUPERIORITÀ E ODIO RAZZIALE. L’operazione è stata condotta d’intesa fra la procura di Arezzo e la Digos di Livorno, a quanto risulta, in quanto la segnalazione dell’esistenza e del contenuto del sito thule-toscana sarebbe arrivata alla Questura della città labronica ma, attraverso ricerche on-line, è stato accertato che il server d’appoggio era in provincia di Arezzo; così, titolare dell’inchiesta è il pm Julia Maggiore, che ha indagato il titolare del dominio web ai sensi dell’articolo 3 della legge n. 654 del 13 ottobre del 1975, quella cioè che – come diciamo a parte – punisce chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale; ha inoltre disposto il sequestro del sito principale e di altri quattro ad essi in qualche modo ad esso collegati; e ha dato mandato di perquisire l’abitazione carrarese del 61enne G.P..

PERQUISIZIONE. Al momento dell’arrivo degli agenti della Digos di Livorno (coadiuvati per l’occasione da colleghi della Digos di Massa), in casa vi erano anche la moglie e il figlio dell’indagato. Gli agenti hanno trovato una serie di libri opera di tale Carlo Mattogno, dal titolo inequivocabile: tipo Auschwitz, fine di una leggenda, o Auschwitz un caso di plagio; altri, di Ri[u]chard Harwood, come Ne sono morti davvero sei milioni? Breve introduzione al revisionismo olocaustico.

LIBRI E BANDIERA CON SVASTICA. Non solo libri di chiaro stampo revisionistico, ma anche una bandiera tricolore, con al centro una croce uncinata; una bandiera della decima Mas; e un paio di stampe e una foto raffiguranti Adolf Hitler. Tutto sequestrato, oltre al personal computer dal quale presumibilmente era inviato al sito il materiale contestato.

CONTENUTO DEL SITO. Il sito principale thule-toscana, come detto, è oscurato e posto sotto sequestro al pari degli altri a cui vi erano vari rimandi, e cioè thule-toscana.myblog.it; olocash.splinder.com; erwinthule.blogspot.com.

Ai server è stato chiesto di fornire il backup di tutti i contenuti.

Ma come si arriva ad accusare il 61enne carrarese di accuse gravi e sconvolgenti quali la propaganda di affermazioni e materiale contenente teorie revisioniste dell’olocausto, con chiare affermazioni fondate sulla superiorità e sull’odio razziale ed etnico? Al momento, lo si può solo dedurre attraverso le polemiche riportate da altri siti web, quale “Perle complottiste”, che riporta una foto dell’home page di Thule Toscana prima dell’intervento della Procura. In pratica, una antologia di scritti revisionisti, ma anche richiami alla razza. Così scrive il curatore del sito nell’introduzione alla sezione “foto”: «Ama e rispetta il tuo simile. Questa sezione di foto contiene immagini attuali di giovani europei, contiene pure immagini degli ani 30-40 che testimoniano la trasmissione dei caratteri ereditari con il susseguirsi delle generazioni. Non ci sembra necessario nessun “apporto” di altri caratteri! La perfezione esiste… conserviamola”».

APPELLO. Il responsabile del sito risulta inoltre uno dei firmatari di un appello affinché Robert Faurisson, revisionista storico e negazionista dell’Olocausto, potesse tenere una conferenza all’università di Teramo.

Per ora, il sito web è sotto sequestro, e il carrarese indagato. Fa certamente impressione che un sito negazionista abbia visto la luce proprio in una città medaglia d’oro al valore civile e in una provincia medaglia d’oro al valor militare per quanto avvenne durante la Resistenza.

(17 aprile 2009) 

http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/sotto-inchiesta-per-il-sito-web-negazionista/2078829

VENERDI SANTO CAMBIATO

venerdì, aprile 17th, 2009
Ratzinger e la preghiera per i Giudei

Don Francesco Ricossa

Doc. n. 1 – Ratzinger fa cambiare la preghiera per i Giudei nel Messale di san Pio V

In una nota del 4 febbraio 2008 la Segreteria di Stato vaticana ha reso noto che “l’Oremus et pro Iudaeis della Liturgia del Venerdì Santo”, contenuto nel Messale del 1962 (con il titolo Pro conversione Judaeorum) è stato sostituito da un nuovo testo che, recita la nota,  “dovrà essere utilizzato, a partire dal corrente anno, in tutte le Celebrazioni della Liturgia del Venerdì Santo con il citato Missale Romanum”. Il nuovo testo è il seguente:
Oremus et pro Iudaeis. Ut Deus et Dominus noster illuminet corda eorum, ut agnoscant Iesum Christum salvatorem omnium hominum.
Oremus. Flectamus genua. Levate.
Omnipotens sempiterne Deus, qui vis ut omnes homines salvi fiant et ad agnitionem veritatis veniant, concede propitius, ut plenitudine gentium in Ecclesiam Tuam intrante omnis Israel salvus fiat. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

 
Il sito della Radio Vaticana riporta una traduzione in lingua italiana: 
Preghiamo per gli Ebrei. Il Signore Dio Nostro illumini i loro cuori perché riconoscano Gesù Cristo Salvatore di tutti gli uomini. Dio Onnipotente ed eterno, Tu che vuoi che tutti gli uomini si salvino e giungano alla conoscenza della verità, concedi propizio che, entrando la pienezza dei popoli nella tua Chiesa, tutto Israele sia salvo.
 
Il testo tradizionale dell’orazione, prima delle riforme, era:
Orémus et pro pérfidis Iudaéis: ut Deus et Dóminus noster áuferat velámen de córdibus eórum; ut et ipsi agnóscant Iesum Christum Dóminum nostrum.
Omnípotens sempitérne Deus, qui étiam iudáicam pérfidiam a tua misericórdia non repéllis: exáudi preces nostras, quas pro illíus pópuli obcæcatióne deférimus; ut, ágnita veritátis tuæ luce, quæ Christus est, a suis ténebris eruántur. Per eúndem Dóminum. R/. Amen.

Traduzione italiana(da: Messale Romano, LICE – Berruti,& C., Torino 1936):
 Preghiamo anche per i perfidi Giudei, affinché Dio nostro Signore tolga il velo dai loro cuori e riconoscano anch’essi Gesù Cristo, Signore nostro.
Dio onnipotente ed eterno, che non ricusi la tua misericordia neppure ai perfidi Giudei, degnati esaudire le preghiere che noi ti rivolgiamo per questo popolo cieco affinché, riconoscendo la luce della tua verità, che è il Cristo, siano liberati dalle loro tenebre. Per lo stesso Signore. 

Doc. n. 2 – Commento di don Francesco Ricossa, superiore dell’Istituto Mater Boni Consilii

Come è noto, la correzione del testo liturgico tradizionale è stato richiesto dalla comunità ebraica dopo la “promulgazione” del Motu Proprio Summorum Pontificum.
Si ripete perciò quanto accadde con il Vaticano II e la successiva riforma liturgica, e cioè che quello che avrebbe dovuto essere insegnamento e preghiera della Chiesa venga invece dettato o perlomeno influenzato da chi è estraneo e persino contrario alla Chiesa.
La richiesta della comunità ebraica viene però incontro ai progetti personali di Joseph Ratzinger, il quale ha da tempo e più volte preconizzato una “riforma della riforma” liturgica mediante un amalgama e una contaminazione del rito Romano e di quello riformato dopo il Vaticano II in  chiave ecumenista. Lo stesso Motu proprio prevede e auspica questa contaminazione; la celebrazione versus Deum ma con il rito montiniano alla Cappella Sistina ne è stato un esperimento; la nuova riforma dell’orazione pro Judaeis della Settimana Santa l’ultimo esempio. 
Come abbiamo già avuto modo di dire, il Rito Romano tradizionale che non si è riusciti a sopprimere con 40 anni di divieti e di persecuzioni rischia ora (se ciò fosse mai possibile) di scomparire mediante fusione e contaminazione col rito riformato.
Qualcuno obietterà che nella nuova orazione per i Giudei si chiede la loro conversione, mentre nell’orazione riformata da Paolo VI si chiede la loro fedeltà all’Alleanza (!), ovverosia, di fatto, il perseverare nell’errore. A questa obiezione si può facilmente rispondere: prima di tutto che non è l’orazione riformata che è stata modificata, pur essendo essa scandalosa e inaccettabile per la fede cristiana; essa continua a far parte del “rito ordinario” che di fatto è ancora celebrato ovunque nelle nostre chiese; e poi che al contrario è l’orazione tradizionale che è stata modificata e nuovamente proibita, come se fosse impronunciabile.
La nuova orazione prevista per chi userà il messale “del 1962″ dev’essere giudicata non solo per quello che dice, ma per quello che si rifiuta di dire: si rifiuta cioè di ammettere con San Paolo che il popolo una tempo eletto – rifiutando Gesù Cristo – è come accecato e nelle tenebre. San Paolo lo sapeva bene, lui che – da fariseo uccisore di cristiani qual era – convertito dal Signore sulla via di Damasco, fu colpito da una misteriosa cecità fino a che, col battesimo, fu liberato dalle tenebre del giudaismo e vide la Luce vera che splende nelle tenebre, Gesù Cristo il Verbo di Dio. 
La nuova orazione ratzingeriana chiede per i giudei la luce di Cristo, ma nega che essi si trovino nelle tenebre del rifiuto di Cristo, vergognandosi della parola rivelata (2 Cor 3, 15-16), come se i Giudei dovessero solo progredire nella via di Dio e non anche uscire dall’errore.
Una simile decisione non può essere attribuita solo alla “Segreteria di Stato”, come alcuni cercheranno di dire, anch’essi ciechi volontari, ma allo stesso Benedetto XVI ai cui ordini è la Segreteria di stato; non può essere attribuita invece alla Chiesa Cattolica, sposa immacolata di Cristo, ed a Cristo stesso.
Auspichiamo che i cattolici siano coerenti, e sappiano rifiutare un piatto (il “Motu Proprio”, i vari indulti, la stessa messa se celebrata “una cum”)” che, ancora una volta, dimostra essere null’altro che un dono avvelenato.

Verrua Savoia, 6 febbraio 2008
 

CHI NON NEGA IL NEGAZIONISMO È INUTILE CHE QUERELI?

venerdì, aprile 17th, 2009

di Mauro Mellini


Sono note le vicende del “Master Enrico Mattei” all’Università di Teramo o, almeno, ne è noto quel tanto che la stampa ha consentito che noto divenisse.
In sostanza il polverone sollevato contro l’iniziativa promossa dal Prof. Claudio Moffa si concreta (ammesso che i polveroni abbiano una concretezza) nello scandalo per essere stato oggetto di esso il fenomeno della criminalizzazione (in senso tecnico: riduzione ad oggetto di fattispecie penale) del c.d. negazionismo, dell’atteggiamento, cioè, di quegli scrittori e pubblicisti che negano che l’Olocausto degli Ebrei sia stato consumato dalla Germania Nazista o ne negano l’entità, alcune delle modalità etc. Propriamente il negazionismo si concreta (e nella forma ancora più assurda nella criminalizzazione, sempre in senso tecnico, giurisprudenziale, se non legislativa) nell’affermazione dell’avvenuto genocidio degli Armeni nel 1915.
C’è poi un negazionismo “strisciante” consistente nella pura e semplice smemoratezza, che assai più efficacemente copre altri (e, purtroppo, numerosi genocidi, tutt’altro che “circoscritti”, ammesso che abbia senso una simile classificazione).
Ma torniamo a Teramo ed al Master del Prof. Moffa. Scandalo, dicevamo, per esservi stata sostenuta (anche da chi ora scrive) l’assurdità di un reato di negata verità storica, di falso sia pure evidente (ma, tuttavia, presunto juris et de iure) per soppressione di evento storico.
Ma scandalo pure per aver dato voce a taluni studiosi stranieri, che sono stati fatti oggetto di persecuzione, non solo intellettuale, per aver assunto posizioni negazioniste.
La questione ha una sua rilevanza anche nel nostro Paese per le concrete proposte di leggi “antinegazioniste” e per l’incapacità, anche da noi, di confinare la questione stessa, semmai, sul piano delle pure curiosità folli cui sempre si sono abbandonati, quasi a controbilanciare il conformismo imperante, fin troppi intellettuali.
Ma il polverone non si è esaurito nello “scandalo” e neppure nelle proteste violente, la cui gravità è innegabile. Più grave è che la violazione del “politicamente corretto”, che è stata compiuta a Teramo, sembra abbia messo in movimento una sorta di “ricadute” allarmanti.
Perché, più allarmante dello stesso incitamento all’intolleranza, è il, sia pur dissimulato, atteggiamento secondo cui chi si lascia andare a violare le “buone regole del politicamente corretto” dovrebbe, di fatto, sottostare ad ogni aggressione anche “collaterale” e non pretendere tutela giudiziaria..
Sta di fatto che su un sito internet “Informazione Corretta” è apparso un pezzo di tale Brunello Mantelli che sembrerebbe sia stato già oggetto di altra querela del Prof. Moffa per interventi collegati con gli episodi di intolleranza da lui lamentati, pezzo nel quale si definisce il Master, oltre che privo di contenuti scientifici, anche “apertamente antisemita” e, in relazione alle dichiarazioni di Moffa in ordine all’intenzione di “trasferire” il lavoro del Master in un corso post laurea in Roma in una struttura autonoma “Istituto Enrico Mattei di Alti Studi sul  Medio Oriente”, non solo sollevava interrogativi sui finanziamenti di cui avrebbe avuto bisogno tale iniziativa, ma avanzava ambiguamente dubbi sulla correttezza dell’amministrazione del Master tenuto all’Università di Teramo e sulla trasparenza del relativo finanziamento.
Ora, la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto l’archiviazione della querela, in quanto “le espressioni utilizzate non superano i limiti della continenza e rappresentano espressione critica che non integra i poteri di reato”.
Il limite del diritto di critica, è e sarà sempre, più labile di quanto sarebbe auspicabile e sempre nei confronti della critica ai “cattivi” sembra si sia, a prescindere proprio dalla “cattiveria” in sé, più indulgenti che verso la critica a chi si mantiene dalla parte del “politicamente corretto”. Può darsi che ciò sia inevitabile.
Ma da che mondo è mondo accusare taluno, specie se investito di funzioni pubbliche, quale è un professore universitario, di poco chiari maneggi di denaro, di ricevere finanziamenti occulti per iniziative nell’ambito della docenza è sempre stato considerato addebito infamante che non è lecito usare con disinvoltura.
Lasciare poi nel vago una tale accusa, è fatto che ne aggrava la portata anziché ridurla.
Ma ciò che è singolare e sintomatico nella richiesta di archiviazione, è che anche l’attribuzione (questo niente affatto vaga) di “aperto antisemitismo” all’iniziativa teramana del prof. Moffa venga considerata rientrare nella continenza essendo una espressione (del diritto di) critica.
Insomma “antisemita” è o non è una qualifica grave, offensiva intollerabile? Se addirittura negare, sia pure contro l’evidenza che i cosiddetti “semiti” (cioè gli Ebrei) sono stati fatti oggetto, nella storia recente (ma non solo in essa) di un’atroce sterminio è da ritenere (come già in altri Paesi) debba considerarsi reato, come si fa a dire che attribuire a taluno la qualifica di “aperto antisemita”  o di promotore di iniziative “apertamente antisemite non sia diffamazione ma espressione di misurata critica, quando la “diffusione di idee” razziste è già reato nel nostro Paese?
Soprattutto fa spicco una considerazione. Si direbbe che, una volta che uno “si espone” rifiutando di seguire la corrente anche nelle appendici più discutibili del politicamente corretto, non può essere protetto anche se gli si vuole attribuire ciò che discutibile non è. Non è “antinegazionista” (o “incrimina negazionista”). Non lo si può (ancora) incriminare per questo, ma nel subconscio di chi deve giudicare sembra affacciarsi il pregiudizio: che non venga a lamentarsi se gli dicono “antisemita”, anzi propagatore di antisemitismo con pubbliche manifestazioni antisemite (reato).
E, già che ci siamo, se qualcuno, per dar forza al discorso, gli dice che è pure un tantino imbroglione con i conti della sua iniziativa o che, almeno, ha finanziamenti inconfessabili, non stiamo ad andar per il sottile, se l’è cercata.
Può darsi che lo zelo (che non riteniamo mai eccessivo) nell’invocare una giustizia al riparo di andazzi e di controsensi ci renda eccessivamente sensibili a certe impressioni, chiunque abbia avuto a patirne le conseguenze negative. Ma, francamente, ci sentiremmo più sereni e tranquilli se avessimo la certezza che nel punire accuse avventate, tra l’altro, di un’amministrazione inconfessabile non si abbia riguardo per il carattere “politicamente corretto o meno” di un Master.

http://www.giustiziagiusta.info/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=25&Itemid=71

PRIGIONERI PALESTINESI A RISCHIO DI MORTE

domenica, aprile 5th, 2009

3 aprile 2009 – Gaza – Infopal. Il ministero per gli Affari dei detenuti del governo di Gaza ha espresso forte preoccupazione per il continuo peggioramento della salute dei prigionieri malati rinchiusi nelle carceri israeliana. In un comunicato di cui il corrispondente di Infopal.it ha ricevuto una copia, Riyad al-Ashqar, direttore dell’ufficio stampa del ministero, ha dichiarato: “Ogni giorno riceviamo appelli dalle carceri israeliane, nuovi detenuti si aggiungono alla lista dei malati. Ormai sono oltre 1610. Tra di loro ci sono casi molto gravi, che non possono sopportare ulteriori ritardi da parte delle autorità di occupazione e il loro disinteresse”.
Malati abbandonati a se stessi. Al-Ashqar ha spiegato che la maggior minaccia alla loro vita proviene dalle “pratiche di abbandono sanitario” attuate da Israele nei loro confronti come forma di pressione e tortura psicologica: decine, infatti, sono i malati di cancro, o quelli affetti da insufficienza renale acuta, da patologie cardiache, da infarti, da diabete e altro ancora.
Il direttore dell’ufficio stampa ha portato come esempio i casi particolarmente gravi: Ibrahim ‘Abd al-Qader ash-Shaikh (40 anni), di Ramallah, condannato a 10 anni, è rinchiuso nel reparto 4B della prigione del Negev e soffre di ostruzione alle arterie: la direzione dello stabilimento non gli ha ancora fornito le cure idonee, nonostante abbia già avuto tre infarti.
Il detenuto Rajay ‘Abd al-Karim al-Haddad (29 anni), di Gerusalemme, è stato invece trasferito all’ospedale ar-Ramleh perché in coma: la direzione non gli aveva garantito le cure mediche necessarie per i calcoli ai reni di cui soffre.
Hani Mahmud Zalaf (28 anni), di Qalqiliyah, rinchiuso anche lui nella prigione del Negev, necessita di un trapianto di cornea a entrambi gli occhi, altrimenti potrebbe perdere la vista.
Come a voler accrescere il dolore degli infermi, la commissione israeliana che stabilisce la liberazione dei prigionieri ha rifiutato di approvare il rilascio di Fayez ‘Abd al-Mahdi Zaidat, di Hebron, malato di cancro. Il rifiuto è giunto in virtù delle raccomandazioni dell’intelligence israeliana, con il pretesto che “rappresenta un pericolo per la sicurezza dell’occupazione”. Intanto il tumore, in fase avanzata, si è diffuso in tutto il corpo e Fayez lotta contro la morte.
Questa è solo una piccola parte delle storie riportate nel comunicato del ministero. Al-Ashqar ha poi confermato che le direzioni delle carceri israeliane trattano i detenuti malati con grande freddezza e nel totale disinteresse per il loro stato di salute. Anzi, spesso somministrano la stessa medicina per malattie diverse. D’altra parte, i medici nelle prigioni sono in numero ridotto, per cui, secondo al-Ashqar, il malato viene di fatto abbandonato a se stesso.
Etica professionale medica. Nel caso il detenuto bisognoso di cure sia trasferito in ospedale, i dottori, invece di curarlo, esercitano delle pressioni psicologiche su di lui, non informandolo della sua situazione, ma facendogli capire, nello stesso tempo, quanto sia grave, lasciandolo così nel dubbio e nell’ansia.
Il ministero per gli Affari dei detenuti ha quindi accusato le autorità dell’occupazione e i nuclei amministrativi delle prigioni della totale responsabilità delle pratiche criminali che stanno mettendo a rischio la vita dei prigionieri, e ha chiesto all’Oms (Organizzazione mondiale della sanità ) e ai Medici Senza Frontiere d’intervenire subito per costringere l’occupazione a rispettare le leggi umanitarie internazionali, che riconoscono al detenuto il diritto di un controllo sanitario mensile preventivo e cure adeguate.

http://www.uruknet.de/?s1=1&p=s9580&s2=03

VOCE D’ISRAELE

domenica, aprile 5th, 2009

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

IN ITALIA PROMUOVERE APPELLI ANTINEGAZIONISTI E’ CONSIDERATO REATO ?

Cari amici, oggi cedo lo spazio della mia cartolina al mio amico e collega Brunello Mantelli. Mantelli, che insegna storia contemporanea all´Università di Torino, ed è chiamato a giudizio, come leggerete qui sotto, per aver promosso insieme a me un paio d’anni fa un appello contro un master dell´Università di Teramo diretto da un tal Claudio Moffa che si gloria di aver ospitato il negazionista Faurisson. Il master in seguito a questo intervento fu ripudiato dall’Università di Teramo, ma oggi il suo promotore ha trovato il modo di far processare Mantelli. Credo che tutto il mondo ebraico e degli amici di Israele debba esprimere a Mantelli  riconoscenza e ammirazione, per questo atto, ma anche per le sue preziose ricerche storiche. 
Alla sua lettera vorrei solo aggiungere due cose: in primo luogo non c´è affatto da meravigliarsi se Luisa Morgantini e altri estremisti di sinistra si mescolano con gente come Faurisson o Moffa. L´ha detto il presidente Napolitano (e l´ha ripetuto Fini di recente): l´antisionismo è una forma di antisemitismo. Morgantini da anni ha messo al centro della sua attività politica la lotta contro Israele, non ha esitato neppure dal pubblicare un’intervista antisraeliana su un giornale neonazista tedesco. Non si capisce il nesso fra antisionismo e antisemitismo se non si pensa all’antisionismo “di sinistra”. L’astuta collocazione di Moffa si caratterizza proprio per mescolare nemici di Israele di “sinistra” come Morgantini, vecchi tromboni alla Andreotti, qualche utile idiota dell’ebraismo “dialogante” e vecchi arnesi del negazionismo. 
Per capirlo (la seconda cosa è questa), andate a vedere se potete il sito citato da Mantelli qui sotto, guardate con attenzione i nomi dei partecipanti al master e poi però cliccate in alto, dove c´è scritto “torna al menù”. Arriverete al sito-madre del master; vi troverete di colpo in un mondo nazi-cattolico (non so quanto tollerato dalle autorità ecclesiastiche e perché), consapevolmente e dichiaratamente razzista, antisemita, negazionista: una lettura schifosa quante poche altre se ne possono fare nella vita, ma istruttiva. Chi ingenuamente crede ancora oggi che i comunisti siano “progressiti” potrabbe meravigliarsi che Morgantini si leghi con questo mondo; e invece c’entra moltissimo, è un contesto che la riguarda, perché sono tutte cose largamente condivisibili dai suoi amici di Hamas. Essere nemici di Israele vuol dire essere amici di Don Curzio Nitoglia, del vescovo Williamson, di Priebke. Che ci sia della gente “di sinistra” in questo schieramento è certamente un problema: della sinistra. 

Ugo Volli 

Carissime, carissimi,
scusatemi se mi faccio vivo dopo un lungo silenzio e per di più per fatti personali, ma ci tenevo ad informare tutti che il prossimo 20 aprile, alle ore 12,30, dovrò presentarmi al Tribunale penale di Roma, piazzale Clodio, per l’udienza preliminare della causa intentatami dal noto Claudio Moffa (quello che voleva far parlare il negazionista Faurisson all’università di Teramo) per aver promosso l’appello contro di lui, il suo master e la propaganda che colà si faceva. A quanto pare in Italia promuovere appelli antinegazionisti rischia di essere considerato reato. Ad assistermi in tribunale ci sarà l’avv. Roberto Lamacchia, presidente nazionale dei giuristo democratici, ragion per cui sarò in buone mani. Staremo a vedere che ne scaturirà, Vi terrò senz’altro informati. Il Moffa (parte lesa!) sarà assistito dall’avvocato Francesca Fragale, nota anche per frequentazioni ed impegni verdi-ecologisti. A dimostrazione della confusione in cui siamo avvolti.
Sempre a proposito di confusioni e strane alleanze incrociate, mi permetto di porre una questione, che da un po’ mi frullava per la testa, a Luisa Morgantini. Fermo restando che ciascuno fa quel che gli pare, va con chi gli pare e si sceglie i compagni di strada che preferisce (mi chiamo Brunello, mica Benedetto :-) ), potrebbe spiegarmi l’on. 
Morgantini che ci fa lei, deputato europeo del PRC, nel “MODULO DI STORIA, CULTURE, RELAZIONI INTERNAZIONALI” del rinato (ma non più legato ad un ateneo statale, per fortuna!) MASTER MATTEI, assieme a personaggi come Maurizio Blondet (“giornalista e scrittore” diciamo di tendenze clerico-fasciste), Andrea Carancini (“esperto di letterature negazioniste”, sic!), Tiberio Graziani (“direttore di ‘Eurasia’”, rivista della destra radicale), Serge Thion (“politologo”, noto negazionista espulso per tal motivo dalle università francesi)? Chi voglia verificare la consistenza e la qualità della compagnia può farlo alla pagina web del master in questione:
http://www.doncurzionitoglia.com/MasterMattei-2008-2009.htm

 Pur ribadendo quanto detto sopra sulle libertà di ciascuno, personalmente ritengo avesse ragione Vidal Naquet: esistono gli “assassini della memoria”. E con loro né si parla, né si collabora. 
Punto e basta.
Un caro saluto
Brunello Mantelli

http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

Informazione corretta : centrale di propaganda sionista.

Chi dice che noi voliamo parlare con questi cretini ?

LIBERTICIDIO

venerdì, aprile 3rd, 2009

Roma, 1 apr. (Adnkronos) – “Sono assolutamente d’accordo con il presidente della Comunita’ ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, perche’ credo che negare o anche solo sminuire l’olocausto debba essere considerato un vero e proprio reato come gia’ avviene in altre nazioni europee”. E’ quanto dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti (Pd).

“E’ intollerabile anche solo l’idea che ancora oggi possa essere messa in dubbio l’esistenza della piu’ grande tragedia del secolo scorso – continua Zingaretti – Il ritorno di un’onda negazionista in citta’ desta forti preoccupazioni e non bisogna assolutamente sottovalutare ogni fenomeno che va in questa direzione”.

“A Pacifici e tutta la Comunita’ ebraica di Roma – conclude Zingaretti – va la solidarieta’ mia personale e dell’Amministrazione provinciale ed il pieno sostegno nella lotta al negazionismo”.

http://www.libero-news.it/adnkronos/view/91260

DALL’INFERNO DI GAZA

giovedì, aprile 2nd, 2009

Restiamo Umani
di Vittorio Arrigoni

29 marzo 2009

Cari Hermanos, il nostro adagio “RESTIAMO UMANI”, diventa un libro. E all’interno del libro il racconto di tre settimane di massacro, scritto al meglio delle mie possibilità, in situazioni di assoluta precarietà, spesso trascrivendo l’inferno circostante su un taccuino sgualcito piegato sopra un’ambulanza in corsa a sirene spiegate, o battendo ebefrenico i tasti su di un computer di fortuna all’interno di palazzi scossi come pendoli impazziti da esplosioni tutt’attorno.
Vi avverto che solo sfogliare questo libro potrebbe risultare pericoloso, sono infatti pagine nocive, imbrattate di sangue, impregnate di fosforo bianco, taglienti di schegge d’esplosivo. Se letto nella quiete delle vostre camere da letto rimbomberanno i muri delle nostre urla di terrore, e mi preoccupo per le pareti dei vostri cuori che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore.
Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l’indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza. In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all’ingiustizia. Per un domani poter restare umani.
I proventi dell’autore, vale dire Vittorio Arrigoni, me medesimo, andranno INTERAMENTE alla causa dei bambini di Gaza sopravvissuti all’orrenda strage,
affinché le loro ferite possano rimarginarsi presto (devolverò i miei utili e parte di quelli de Il Manifesto al Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution, sito web: http://www.pcdcr.org/eng/ , per finanziare una serie di progetti ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi rimasti gravemente feriti o traumatizzati ).
Nonostante offerte allettanti come una tournee in giro per l’Italia con Noam Chomsky, ho deciso di rimanere all’inferno, qui a Gaza. Non esclusivamente perché comunque mi è molto difficile evacuare da questa prigione a cielo aperto (un portavoce del governo israeliano ha affermato :”e’ arrivato via mare, dovrà uscire dalla Striscia via mare”), ma soprattutto perché qui ancora c’è da fare, e molto, in difesa dei diritti umani violati su queste lande spesso dimenticate. 
Non avremo certo gli stessi spazi promozionali di un libro su Cogne di Bruno Vespa o una collezione di lodi al padrone di Emilio Fede, da qui nasce la mia scommessa, sperando si riveli vincente.
Promuovere il mio libro da qui, con il supporto di tutti coloro che mi hanno dimostrato amicizia, fratellanza, vicinanza, empatia.
Vi chiedo di comprare alcuni volumi e cercare di rivenderli se non porta a porta quasi, ad amici e conoscenti, colleghi di lavoro, compagni di università, compagni di volontariato, di vita, di sbronza. E più in là ancora, proporlo a biblioteche, agguerrite librerie interessate ad un progetto di verità e solidarietà.
Andarlo a presentare ai centri sociali e alle associazioni culturali vicino a dove state.
Si potrebbero organizzare dei readings nelle varie città, (io potrei intervenire telefonicamente, gli eventi sarebbero pubblicizzati su Il Manifesto, sui nostri blog e aggiro per internet) e questo potrebbe essere anche una interessante occasione per contarsi, conoscersi, legarsi. Non siamo pochi, siamo tanti, e possiamo davvero contare, credetemi.
Il libro lo trovate fin d’oggi nelle edicole con Il Manifesto, e fra due settimane nelle librerie.
Confido in voi, che confidate in me, non per i morti ma per i feriti a morte di questa orrenda strage. Un abbraccio grande come il Mediterraneo che separandoci, ci unisce.
Restiamo umani.
vostro mai domo
Vik
Per ordinare online i libri:
http://www.manifestolibri.it/vedi_autori.php?autor=Vittorio%
20Arrigoni#

LALIBERTÀ, DOV’È ?

mercoledì, aprile 1st, 2009

A Milano la Fondazione delle Stelline prima concede la sala convegni a Forza Nuova poi, quando ormai il conto è stato saldato, ci ripensa. Leggendo l’elenco dei relatori del convegno, scova infatti il nome dell’inglese Simon Darby, vice presidente di un’associazione di negazionisti. [Non esiste tale organizazzione...] Di quelli cioè che negano le stragi naziste dell’Olocausto. Un personaggio scomodo, una «testa calda» pericolosa, che stona con lo stuolo di super ospiti che il centro congressi di corso Magenta vanta. Ecco allora che la Fondazione corre ai ripari e fa saltare il convegno. Decisione caldeggiata anche dalle istituzioni. Sarebbe stata una gaffe non da poco ospitare un personaggio che nega le stragi di ebrei a un paio di settimane di distanza dalla giornata della Liberazione. Gli esponenti di Forza Nuova minacciano di spostare il loro raduno per strada. In piazza ci saranno anche i centri sociali per una manifestazione antifascista. Guai seri se le due fazioni si dovessero incrociare.
Il Giornale, 1 aprile 2009

 

Una democrazia senza libertà du parola non è la democrazia. È la dittatura.